Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <607>
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Carlo Comefli de Sluckcnfeld e il Irono de* Cesari, mi f
un incarcerazione per debiti. Neil occasione conobbe il famigerato arnese di polizia Esquiccrai di Saint Agnan, ricevendone-al d di .costui, quaJche sei-vizio (i). "<eftj> sgl -è che da quel tempo il Gomelli concepì e ma­nifesto il suo maggiore e deciso rancore contro l'Austria, ad essa ai? tribuendo le sue sciagure* che l'obbligavano ó'rjaai a vita randagia, Non pertanto; ;a suo diitìproseguì iieOa sua nobile impresa, ma cercando di vendicarsi degli oltraggi ich'egli' credeva aver ricevuto dal Gabinetto di Vienna .
Tornato in libertà nell'agosto 1812 il Camelli, conoscendo di non esser visto di buoxi occhio dalla Polizia , aveva preso il saggio par­tito d'alloggiare a qualche lega da Parigi, piar senza mettersi fuor di portata di comunicar con i suoi amici , probabilmente i Filadelfi. Così, a suo dire, egli ha parte nella congiura del Mallet, che scoppiò nella notte 22-23 ottobre. Il 20: ottobre a sera ricevetti in campagna una piccola missiva che parlava idi pioggia e di bel tempo; ma essa era accompagnata da un certo segno che voleva dire ch'egli era tempo (forse il gran segno, di cui riferirà, relativamente al Comelli, lo spione S* Agnani) al Commissario austriaco kfc Parigi. Così egli si recò a Parigi e parlò col Mallet e gli die suggerimenti, ffiéfc piano della con­giura, secondo il suo asserto, era (giusta il patto reciprocamente giu­rato in Parigi dai militari malcontenti, italiani e francesi) oltreché l'abbattimento del regime napoleonico, la libertà ed indipendenza d'Italia, tirandosi le fermate al di là delle Alpi e rimediando così al malfatto da Napoleone, peY aVer nella nazione italiana un popolo amico e non schiavo (2). Nel rapido succedersi dell'esito e della repressione della congiura il Comelli venne anch'egli temporaneamente arrestato pel suo contegno sospetto negli ànditi delle Toullieries.
(j) HELFERT, /->? caldaia della domùmmone J-raui'esG nell*at Italia, a. e,;;
(2) Quanto agli Italiani, di cui io procurava gli interessi pressò i prin­cipali della cospirazione francese,, graassolutamente risoluto di formarsi in Im­pero con un governo consolare per interim, di cui io doveva far parte; e quel che v'ha di più straordinario è che l'Aquila, che serve ora d'emblema alla Francia, doveva esser ceduta all'Italia, che sola doveva aver il diritto di por­tarla . In Metnotres etc, a. e, Tomo I. p. 2*1..: ìfel Tomo II, p. io8é pói prodotto il M-Mvìfeslo tal quale etfa stalo reddito e convenuto fra i Capì dei congiurati della Sgancia e quelli deli?' Malia, per essere emanato e pubblicato dal nuovo Governo a wàgr- adi nmwmfa -dep ma kMlMmmMÉìva'WW'kr il 33 ottobre tSi2> a mezzodì precisa .