Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <608>
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Domenico Spadoni
Nell'agosto del 1813, in seguito alla mala piega della guerra na­poleonica, dice il Comelli che si riunì il Consiglio dei congiurati ljjjt Francia e d'Italia, di cui egli era uno; 4éi membri principali sorve­gliando in quello di Francia gli interessi della sua patria. Fu deciso un piano d'azione is la campagna del 1814, ma subordinandone l'e­secuzione a un preventivo accordo con l'Inghilterra e con la Russia (1). Il piano, capodopera della fantasia facilona dello stratega Cornell!,, eon-sisteva sostanzialmente in un fìnto attacco iniziale nella Sicilia procla­mando in tutta Italia la guerra contro i Francesi con suono a stormo delle campane in tutti i paesi ed esposizione in tutte le chiese del SS. Sacramento e annunziando lo sbarco dell' Esercito romano nell' isola anzidetta col Console Generale Cornelli alla sua testa: l'Inghilterra doveva fornir le navi e gli Italiani che si trovavano in Spagna, Por­togallo, Francia e Italia, dovevano essere avvisati per recarsi all' im­presa italiana. Dato questo segnale e venuto il tempo, 1* Esercitò r pitanjfcto dal gen. Comelli, doveva sbarcare nei porti settentrionali di Francia, facendo inaspettatamente la guerra colà anziché in Sicilia. Naturalmente l'effetto di un tale piano sarebbe stato altrettanto facile e sorprendente quanto sicuro. E il Comelli pensava al poi ! Giunto egli trionfalmente a Parigi a capo dell' Esercito romano, con centinaia di migliaia di prigionieri, il Comelli si preoccupava del possibile scoppio d'una lotta tra Italiani e Francesi, di cui gli Italiani conoscevano la
(0 * Dopo tanti tentativi e sfortune il Consiglio dei Congiurati di Francia é; d'Italia, vedendo che l'armata dell'Imperatore Napole'OKèVin luogo. : <E carsi di nuovo in Polonia, ritornava alle frontiere, prese il partito, al tempo della battaglia di Lipsia-, di far conoscere agli Alleati, pel canale del Gabinetto di Londra, che se si avvisava di voler fotfzocey ah una parte i Francesi a rice­vere Luigi XVIII senza che preventivamente egli avesse accettato una dozzina di articoli che gli fecero sottoporre, e dall'altra di dividere di nuovo l'Italia in piccoli principati, essi ricomincerebbero là rivoluzióne poco appresso e avanti che spirassero due anni metterebbero sul piede un'annata di un milione e due­centomila Italiani, Francesi e Tedeschi, di mi quattromila sarebbero gettati sulle coste dell'Inghilterra e d'fitlanda, mentre centomila marcerebbero sul­l'Austria e suoi alleati, se essa ne avesse . Questo brànoi eh'è una delle bombe della faciloneria del generale Comelli di questo critico rivale di Napo­leone é nel discorse-? ffiSmmmv dèi due Cimigli riuniti, anch'esso frutto della sua penna ! Histoire des,,conspiralious cantre Napoléon etc. a.- -e. ; Tomo I.