Rassegna storica del Risorgimento
1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno
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1927
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pagina
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620
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620 Dotnemco Spadoni
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per lui preparata = niowunaento.- <i isdiietto stileeòlatfeaijJH ,'. noni 'che: il cernie d'Agile dopo: annunciatagli qualche notizia che fungeva dalla grande Appawepncérnente l'Italia., si espresse, al dir/ 'del1 Comelli, in termini sì equivoci sulT jnone M questa bella contrada che, avendo egli :sc.q)6rt'o in lui un vero anti-Italico, credette dolersi -limitare a consegnargli la Lettera, al Re, senza dargli il documento che gli parve troppo delicato e anche suscettibile eli eniprometterlo di fronte al Ministero Inglese, lì quale agiva in Londra verso gli stranieri altrettanto diplomaticamente die Jflpoleone cono: -, *annapoleonisti in tutta la superficie dell'Impero (t) .
A prescindere dal valore -degli apprezzamenti del Comelli e dalla serietà della sua persona * tipo al certo di'patriota-venturiero,'di visionario e di gradasso megalomane, non jSjenza, tuttavia, lampi geniali e ludW dita d' idee sulla questione italiaua le due pezze sopraccennate di paiono meritevoli d'esser riprodotte in fine del nostro articolo come documenti non privi d' Lnteiiesse .e Caratteristici del momento storico in cui furono scritti. Certo le vedute, schiettamente unitarie e rivoluzionarie, da .cui mostrasi comprese il nostro Friulano fanno uno strano Contrasto con quelle arretrate e limitate dell'Ambasciatore sardo in Londra, e concorrono a mettere in risalto la miopìa del suo Governo in quel tempo. Gli storia", e fra essi Nicomede Bianchi, .convenr-gono nel constatare che la Casa di Savoia, dinanzi al problema italiano, profilantesi ormai nelle sue linee nuove .e grandiose in quella crisi europea, prodotta dal tramonto del regime napoleonico, difettò d'uomini all'altezza della situazione, sia ne' suoi Principi che ne1 suoi Ministri, sicché gli Italiani, ch'erano in cerca affannosa di chi li radunasse e si facesse spada della loro indipendenza, pur intuendo che: dal Re di Sardegna potesse venir la salute d'Italia, dovettero purtroppo volgere in quel tempo gli occhi altrove non trovando su quel trono un principe militare, audace, spregiudicato e pronto" ad afferrare l'occasione propizia facendo sua la causa d'Italia come sarebbe occorso. Le ambizioni sabaude non andavano allora molto al di là delle tradizionali, cercando ottenere, per vie diplomatiche, ilodeupero, e l'ingrandimento dello Stato di terraferma, con l'annessione della Lombardia e della Liguria e magari di qualche altra provincia, ma scrupolosamente arrestandosi agli Stati del Papa, colonne dEroole insuperabili. Reazio-
(i) In Bwwr.so Jm:lhim.ire dei dm Colutigli riwàiit Tòmo I, dell'Histmre des conspiratiùns ewtfre Napòléan etc, a,