Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <623>
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progetti del Friulano le migliori accoglie nzjè sue-1 e del Governo bri* tannico, probabilmente la missione del Comelli, come sintomo dello stato degli animi italiani, non fu estranea alla decisione del viaggio del Bozzi "nella Penisola sotto la veste di corriere diplomatico, se, malgrado una lieve differenza di data, che potrebbe esser solo apparente; si deve identificare nel Bozzi: emissario mandato, proprio in epe] tornio: dì tempo, dal Governo inglese in viaggio esplorativo nell'Italia e di cui tanto s'impressionò il card. Consalvi fino a determinarlo per l'immediata partenza per Londra, allorché nella capitale francese ne ebbe comuni­cazione in gran segreto da Mons. Poynter, vicario apostòlico londinese. Un informatore sicurissimo aveva <li là scritto a costui di aver appreso da persona del Ministero che i popoli dell'Italia avevano fatto giungere al Gabinetto inglese i loro voti perchè l'Italia tutta intera fosse sotto un re. Il Governo aveva pertanto fatto partire il 4 giugno persona, d'intima conoscenza del Poynter, con la commissione di ve­rificare la cosa nelle principali città d'Italia e, farne subito rapporto per quindi, in caso positivo, esaudir veramente i voti degli Italiani, che ac­comodavano assai all' Inghilterra, salvo dare uno Stato competente al Papa (1). Sta in fatto che gli AùsMàci, nella perquisizione eseguita in Bologna nella stanza del Bozzi, gli sequestrarono anche lettere indiriz­zate a lord Castlereagh e una indirizzata al sottosegretario di stato Hamilton, che, aperta, fu trovata esser un rapporto sulle condizioni e sul malcontento degli Italiani.
Qual era stata intanto la sorte della Lettera a Vittorio Emanuele I, che dal sedicente general conte Carlo Francesco Comelli di Stuckenield era stata consegnata in Londra all'Ambasciatore sardo; -nel gennaio del 1814? Là' lettera, in verità, era scritta,in1 modo ben singolare e punto adatta per ottener un riscontro méntre-, se, da una parte, prospettava a quel Principe la possibilità lusinghiera di poter divenire, almeno sulla carta, Imperatore del rinascente Impero Romano qualora dall' Inghilterra non venisse accettato il Trono dei Cesari per un proprio Principe, dal­l'altra però non mancava di dichiarargli anche la possibilità di vedérsi, in caso contrario, ricacciato fuori d'Italia, sia pur con la concessione del Regno d'Aquitania, ideato dal Comelli, ai danni della Francia, e costituito principalmente, della Provenza, in compenso dell'annessione del Piemonte e della Sardegna all'Impero Romano. Sembra, scrisse poi il Comelli, che la minaccia d'inviare un'armata per .occupar la sua
(1) Ritintiti L, hu. ./hittMàià, amjr.fìiff nt:f mk ,'7SV " t IV, pag. 367.