Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <625>
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Carlo Coìnelli de StuckenfeU e il irono de* Cesari efà. 625
si sobbarcò presentando, il 151 gennaio, l'elaborato ai Sig Hamilton, col quale, a quanto pare, convenne di redigere aiifche il progetto d'una Legione italiana, che gli sottopose poco dopo éons accompagnatoria in cui gli diceva di diffidar 'Jel Murai
Se non che era ormai trascorso anche il 15 gennaio,, ultimo giorno di tolleranza, al dir del Comelli, accordatogli dai Congiurali per la ri­sposta, fi nulla invece eravi ancora di particolarmente deciso* -sfi. sno dire, non essendosi tardato ad accorgersi che le proposizioni dei Con­giurati, per leali che fossero, non si accordavano con gli accomodamenti avvenuti fra l'Inghilterra e l'Austria, sembrava essersi preso da allora in poi il partito di trascinar la risposta in lungo per vedere come gli affari piegavano sul terreno divenuto il teatro della guerra . Sul te­nore, peraltro, che avrebbe avuto la risposta non era ormai più da du­bitare e il Comelli, alla fine di febbraio, cominciò a perder la pazienza e a diventare di cattivo umore vedendo sfumare le concepite troppo brillanti speranze, oltreché per la patria, per sé, che, senza riuscire ad avere il tanto ambito e carezzato titolo di Console Generale del nuovo Impero ro­mano, si trovava, a suo dire, ad aver già perduto il grado onorevole nel­l'Armata francese. Il 7 marzo egli indirizza una lettera al conte Li-verpool lamentandosi fra l'altro che, per indiscrezione dell'ufficiale in­glese che l'aveva accompagnato in Londra, le gazzette della città riso­navano della voce del suo arrivo compromettendolo a Parigi col rive­lare la via da. lui presa. In verità quello era un lamento fittizio, men­tre già era stato egli stesso a rivelar ai Ministri di Francia la sua fu­ga con due lettere insolenti, loro indirizzate nell'oltrepassar le linee francesi. Forse più sinceri erano rayvilimento e il rammarico negli ac­centi che seguono: checché possi: iHlgre non è men doloroso per me il trovarmi, dopo circa venti anni di servizio, senza impiego di sorta e di vedere all'età di 36 anni il filo della mia carriera militare miseramente troncato per aver voluto esser utile all'umanità (2)., In così incresciosa situazione egli si diceva deciso a non più mischiarsi in affari diploma­tici dopo le prove fatte nel 1808 e ultimamente, e di professare il me­stiere de' suoi padri e di non perder il diritto di portar la spada che non avrebbe lasciato che con la vita . Proponeva pertanto lo si inca­ricasse di formare una Legione italiana di 7500. soldati da mettere al servizio dell'Inghilterra secondo l'Ordinamento proposto nel progetto di
(r) Nella Legione italiana, progettata dal Comelli, dovean essere Principi PellasM, Cesatmnim VetòM*
(2) Hiftóire des conspira Hans etc a. e; Tomo IH, pag. 222;