Rassegna storica del Risorgimento
1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
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1927
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Domenico Spadoni
tender l'Italia indipendente con un Governo profófrio, p.ef isbarcar con esso: in Normandia e portar l'ultimo colpo al It-ìranno.
Riuscite vane anche siffatte profferte di personali servizi* il <!-nielli è fuori della grazia di Dio. In un'ultima nota una specie di ultimatum ! -- da lui indirizzata al Gabinetto di S. Giacomo per parte dei congiurati di Francia e d'ltala;y ili data 21 marzo, concludeva in aria irritata d'amarezza: ha posso dunque annunziare agli Italiani che essi non hanno altro partito a prendere eiie di restare attaccati ai Francesi,, i quali parrebbero ancora i loro migliori amici essendo i soli che loro promettono l'indipendenza e loro lasciano un'ombra di Governo nazionale, mentre l'Inghilterra, rifiutandosi di spiegarsi a loro riguardo, sembra intendersi con gli Alleati per ripiombar l'Italia nel suo asservimento e toglierle ogni apparenza di nazione. Io ignoro sotto qual punto di vista sono state riguardate le copiose note deposte al Ministero di Londra da parte de' mielaraioì. Ma ecco in poche parole a che il tutto si restringe. L'Inghilterra e i suoi alleati avendo dichiarato in tutti i loro proclami l'indipendenza delle nazioni e che loro intenzione non era punto d'invadere la Francia da nemici, queste espressioni vengon trovate troppo vaghe e suscettibili di gualche raggiro politico. I capi dei congiurati, che son tutti militari di prima distinzione e personaggi che han già governato l'uno o l'altro paese (1), hanno allora esclamato: se gli alleati sono in buona fede non si rifiuteranno di dare una spiegazione col loro Manifesto: se no li considereremmo come traditori e ci congiungeremmo al Tiranno per respingerli . Dopo avere il Comelli accennato in che consisteva la spiegazione domandata dai Francesi, proseguiva: Gli Italiani da parte loro dicono: dichiarate la nostra indipendenza ejn: Man Manifesto solenne, dateci un Principe per sovrano, ovvero nominate un Governo provvisorio e in un momento gli accoliti del Tiranno non regneranno più presso: dì noi. Nel caso contrario noi seguiremo le sorti della Francia e faremo man bassa su tutto se si concepisse il progetto di rimetter l'Italia in Matu quo ante bettum e di farci nuovamente governare da preti, da sbirri e da principi che non ne avèano che il nome. !== Fu proposto d'attender la risposta sino alla fine di dicembre e fu convenuto che il silenzio sarebbe un segno di disperazione. In fatto al principio di gennaio molti dei principali generali dì Francia, ch'eran del complotto son riapparsi nell'Armata e gli Italiani, in luogo di rivoltarle armi, si son difesi ostinatamente . E proseguiva aggiungendo rlfes-
(1) Forse qui è allusione anche al fiìadet/o L, Angeloni. e-Qnsolc della Rep. romana.