Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <638>
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igS Domenico Spadoni
a tener per sé una buona metà, quantunque egli abbia dichiarato: die non voleva nulla per sé e eh e non 'prendeva le armii co per dar la pace al mondo. Parimenti i Belgi, in luogo d'esser aggregaci di' rau:Ove; all'Austria come avevano desiderato, debbono appartenere ad altra po-tenza. Noi non ci permettiamo alcuna riflessione relativamente a questi ultimi, popolo per-sé?; stesso debole per poter intraprender qualche cosa senza esser sostenuto da una grande potenza. Ma non è lo stesso .iella nazione Italiana: 'énti milioni d'individur tése parlano tutti la stessa lingua, che occupano il territorio più fertile d'Europa, che non man­cano in nulla di quauto abbisogna per mantenere armate e per allestir fiotte, che hanno la posizione più militare d'Europa, e le cui passioni sono tanto dolci che violente',, possono formare un corpo capace d'im­porsi al più grande degli Imperi. Ih effètto, se si giudica dai loro pre­parativi, anteriori alla caduta di Napoleone, questo popolo possiede risorse al di là di quello che noi abbiamo creduto sino al presente... Essi aggiunsero schiettamente che 'Se li Si ingannava di nuovo, s ser­virebbero di questi stessi mezzi contro i nemici di Buonaparte stesso... . In fatto, conclude il Sommario, il fermento che regna attualmente in Italia parrebbe terribile. È qualche settimana che il Morning Chro-iftM ne ha parlato e s'è esteso sulla poca generosità dell'Austria, che con suo manifesto ha tradito questo popolo, in un momento in cui i Francési stessi gli promettevano l'indipendenza. Ma VAntigallicano del... novembre contiene un articolo che mostra ben meglio ancora il furore in cui parrebbero esser gp Italiani, recando qualche notizia ricevuta da coloro chèi: trovano all'estero, e che sono o sono stati in relazione con gli unitari del loro paesel. E qui vien riprodotto l'articolo (forse anch'esso farina comelliana)* B' è itui violento attacco contro i nemici di Napoleone, e specialmente contoìQ, l'Austria, per il trattamento fatto agli Italiani, e termina col seguente appello rivoluzionario : Ani­mo ! C... sbrigati ! eonvìen correr all'armi e battere il 'ferro finché è caldo e non lasciarsi pùnto intorpidire le; anembm* ìfón vi ha pin che una sola opinione. La divisione n'on è--p'iù afìatt)? in questione. L'indipen­denza o la morte è il solo desiderio della Nazione. Non si chiede più: siete voi austriaco, per i Itoaneesi, per là religione!? L'Aquila è di­venuti' il nostro, Dìo, lo stendardo bianca e .rosso il éosis;s;"pté.i ì Le­gione nostra il solo elemento. Non più tenerézza paterna, non. più af­fezione 1'iafe', non più amor per il prossimo. L'odio;,, là rabbia, la vendetta sostituiscono nei nostri .-cuori i sentimenti della natura; e l'ef­fusione del sangue po.fcrl solo estinguerli. Costi saa avveratocelo che abbiamo predettò or fa un anno, alloischi avemmo la generosità di pre-