Rassegna storica del Risorgimento
1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno
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1927
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645
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Carlo (pomelli de Slmkenfelti?g il Irono </<?' Cesari ecc. 645
Tritine la pficH ft., ,. V darà! conoscenza di ciò che i Francesi stessi domandano relativamente agli interessi dell'Angusta Casa di Savoja.
Altre note sottomesse al Gabinetto di .S; Giacomo sotto il n. 12 fanno co-
dichiarato solennemente nel suu ùltimo manifestai che non voleva niente per sé, che-sì contentava di' ciò che: aveva e che non inlJroprendeva la guerra che per dare la pace all'Europa., essi operano-che V. M. non persister *voler Rimettere l'Italia in stattiquo ante t/nllum fc a mostrarsi men generosa del: Francesi stessi,, da cui i Capi dei malcontenti non attendono che il momento per dichiararla1 libera e indipendente quantunque in qualche Biodo essi l'abbiano acqftii8ttn a iprezzo deli toro sangue* 390 Che quando anche una potenza qualunque rispandesse quattroccntornila soldati sulla superficie dell'Italia li si passerebbe tutti a (il di spada piuttosto che vederla di nuovo divisa in piccole Sovranità è governata da preti, da sbirri e da principi che non ne avevano che il nome. 400 Che le oche svegliati da' Galli sono più a temere che non si saprebbe credere e che i vespri siciliani, il massacro di Genova e la rivolta della Spagna loro serviranno d'esempio. 41 Che questa nazione risvegliata e uscita dalla sua profonda letargia non si contenta, più. d'esser condotta da Principini, che non voglion che palassi e giardini; ma che preferisce ora Prmàponi che amino gli eserciti n cannoni. 42 Che dopo aver combattuto da secoli, or per i Galli q or per i Germani, pagando sempre le spese della guerra, senza, cominciarla e senza finirla e senza intervenite -nel torto'. itSattato di, Scéè infine tempo;.'che essa combatta per sestessa e cbe versi il proprio sangue per la sua propria salute. 430 Che già da due a trecentomila Italiani, si trovano esercitati nelle armi e non cedono né in valore né in discipliua ad alcuno de' loro -Vicini. 440 Che tutto il resto del popolo è pronto a far vedere all'Europa che, come Ja nazione Spagnola, non gli mancava che un governo per mostrarsi tal quale era in ilio teinpore. 45 E che Capi determinati, potendo sollevare da un istante all'altri* due milioni di Furibondi farebbero man bassa su tutti se si intraprendesse ancora una volta a spezzettare l'Italia per farne un beneficio di preti e un appannaggio di principi stranieri, ciò che non farebbe che mettere di nuovo questa bella contrada alla mercè degli Austrìaci e dei Francesi, i quali per disputarsela ferasgiK nerebbero l'Europa in nuove guerre .*., TDpQ: cift la Memoria conclude affermando la necessità che e ormai l'Italia e Ja Germania formino due barrière si formidabili tra la Francia e l'Austria che queste due potenze non possano mai più s'entre-toucher non avendo queste mai potuto vìvere in buona armonia a causa della debolezza in cui la malvagia politica dell'Europa aveva ridotto gli Alemanni e gl'Italiani spezzettandoli in piccoli principati . E. che V'importa, Sire, di conservare un piede in Italia e di voler esser il protettore della Confederazione: germanica purelè;la Francia vi perda da sua parte ogni influenza? Questa ambizione reciproca ha sftrnjice- trascinato i due stati in guerre crudeli e perciò si é visto sovente l'esistenza del gabinetto di V. M. vacillare e presso a cadere-...: Io penso. Sire, che il sólo modo d'evitar nuove guerre sanguinose e più pericolose che tutte quelle ch'anno avuto luogo sinora è di far si che l'Italia ricuperi l'indipendenza, che: essa desidera, dalla buona volontà di V. Mi-, pluUostoohè dalla protezione francese, e cbe certo nessun'altra potenza d* Europa l'opporrebbe - A questo effetto il Gomelli chiedeva nella Memoria in nome di tutti I popoli d'Italia un manifesto che dichiarasse