Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <649>
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Carlo Comeill dì Stnckenfcld * il trono da* Cesari cc 649
DOCUMENTO N. 2
Al Conte d'Agitò, Ambasciatore di ; M. il Re dì Sardegna presso i>Ì Gabinetto di Sà Giacomo in Londra (1).
Signore
Poiché, apprendendo che il Re vostro Signore era uno dei tre Principi pro­posti per regnare in tutta l'Italia, VOÌ avete ardentemente desiderato aver qualche informazione dja dargli per prevenirlo particolarmente di ciò di cui si tratta, avanti ch'egli ne intenda parlare da parte dgi: Ministri stranieri, ho cre-duto idovergli annunziare di mia propria mano, una notizia si importante per i suoi interessi, e ciò tajrtóo più èhe sarebbe possibilissimo che noi avessimo bi­sogno di qualche aiuto non di danaro, ma piuttosto d'uomini, per effettuare la nostra impresa.
Tuttavia debbo farvi qualche, obbiezione sulle osservazioni che voi mi avete fatte ultimamente. Dieci milioni di abitanti, dite voi, sono un'assai; bella cosa, fi < sembra che noi dovremmo contentarci del Regno d'Italia che raggiunge questo numero.
Io non so se è H Ministero di questo paese che vi ha incaricalo di son­darci su questo articolo. Checché sia, posso assicurarvi che, se da una parte i miei amici consentono a far l'operazione senza che le isole Italiane e Ionie ci siano assicurale, dall'altra essi sono decisi a non rinunciare a una sola col­lina delle Alpi di tutto quel territorio che forma la terraferma d'Italia. È una posizione militare che ci abbisogna, e non fertili campagne, esposte in ciascun istante all'inondazione dei Galli o dei Germani, che pur vantando le loro ma­gnificenze, son sempre discesi fra noi coperti degli stracci della miseria.
Si, Signore secondo Voi 0 secondo loro, i Napoletani che si trovano al fondo dello stivale e che parrebbero avere un carattere differente, vanno la­sciati all'antico Re delle due Sicilie; i Toscani, voi dite, differiscono pure dai Genovesi, questi dai Piemontesi, questi ultimi dai Lombardi, e i Veneziani hanno ugualmente un dialetto differente da tutti gli altri. In maniera che se­condo la vostra giudiziosa ripartizione, che può assai ben convenire ai Principi ma per nulla al popolo, l'Italia non formerebbe punto una nazione, ma piut­tosto un ammasso di tutte le razze della terra; e per conseguenza occorrerebbe rimetterla in siala gito ante bellum, distruggendo a profitto di questi cari Prin­cipi, tutte te repubbliche, per la ragione che esse non hanno Signori. Poiché f< popoli non debbono, più esser considerali per nulla; i soli Principi hanno di­ritti e interessi da regolare; e quanto agli abitanti, pur restando schiavi del Bey d'Algeri, s'essi non lo sono di quello di Tripoli, conviene sempre che
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