Rassegna storica del Risorgimento
PELLICO SILVIO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI
anno
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1915
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pagina
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273
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Uri decennio d'amiema tra Silvio Pellico, ecc. 273
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Sennonché, staiata amorosamente l'Italia del passato, il Santa Rosa, pensò a soddisfece il sno vivo desiderio di conoscere l'Italia del suo tempo e di visitare Firenze, Roma e le altre città, famose per la loro storia e per la loro arte. 23e a farlo decidere al viaggio, elle sarebbe durato alcuni mesi, è improbabile avesse contribuito la decisione dei marchesi Barolo di passare l'inverno del 1833 parte in Toscana, parte a Roma ed a Napoli.
Fatto sta ohe il 30 ottobre di quell'anno il Santa Rosa iniziava 0. suo viaggio in compagnia di un giovane amico diciottenne, il marchese Emanuele 41 Bora,. Passato per Alessandria, Genova, la Lnnigiana, ai pjslmi di dicembre egli era ancora a Firenze, in compagnia del Barolo, a bearsi nell'ammirazione di quei meravigliosi monumenti d'arte>.
Le impressióni di quel viaggio, dettate da lui stesso con ingenua schiettezza e vivo senso di verità,, noi ormai le conosciamo in parte; per merito del Saraceno, che ha: voluto pubblicare i passi più. inipessantì del suo Diario manoscritto-;1 mentre le lettere del Pellico al Santa Rosa ci provano come gli amici lontani pensassero spesso, pur in mezzo alle distrazioni del viaggio, al buon Silvio rimasto a Torino? e com'egli si facesse affettuosamente vivo presso di loro, raggujigliandoli delle novìi orineBlete o tristi che fossero, e- godusse-j- -per cosi dire, coi pensiero e col desiderio dèi loro stessi godiiuen.tj. Invidiandoli anche, sìa pur nobilmente, qualche vottav '0tó6 deliziosamente impazziremmo , scriveva egli al San-ij, liosa il 2-7 novembre,3 se. fossimo insieme a visitare chiese e gallerie, città, campagne, bellezze della natura e bellezze dell'arai cose sublimi d'ogni specie parlanti alla ragione, alla memoria, alla
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!MD egli non aveva voluto 'muoversi da Torino, nonostante gl'in-
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