Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <656>
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Domenico Spadoni
Ma poco m'impoeta quel che possa essere il loro merito personale difetto nazionale, purshè essi siano di buona fede ed agiscano in conseguenza. Non si cessa di dirmi: .fffixtèfìàMOH siete dettalo solamente nel mese di luglio ultimo: noi non avevamo allora aleuti impegno con le Poterne fontùenla/i avremmo potuta aiutarvi in tutte le maniere! Ciò vuol molto dire e non mi dà grande speranza. Ma io amo assai la risposta che voi avete dato loro allorché vi domandarono la vostra opinione sulla spirito dominante in Italia; cioè, se gli abitanti di questa contrada sian piuttosto, portati per l'Austria che per IH Francia. Siate sicuro che quando i miei amici apprenderanno da me la bella disposta che loro faceste dicendo che quando non resta a scegliere; -a, m popoìòi ette fra due gioghi stra­nieri è un affare di calcato e non d'entusiasmo, siate certo ch'essi l'apprende­ranno con molto piacere, e che tutta l'Italia vi saprà buon grado.
Io 'taon vorrei che il Ministero s'avvisasse di voler trascinarmi siilo a che la campagna fosse decisa dalla sorte delle due parti belligeranti. Poiché la mia missione finirà il ig di questo mese secondo il termine fissato dai miei amiei.;-e allora io conto recarmi presso l'Imperatore Alessandro, eoi quale vedrò Che vi è da fare, almeno per l'Italia, se non ve n'è per la Francia; ma temo forte che non vi siano già progetti di spartizione fra gli Alleati; e in questo caso potrebbe ben farsi che, tosto o tardi, essi fossero obbligati di contare un'altra volta.
Credete Voi che se nessun accordo potesse aver luogo fra le Potenze Al­leate e Ì miei amici, il Re vostro Signore vorrà mettere a nostra disposizione le truppe che gli sono inutili per la difesa dell'isola di Sardegna? lo penso che aggiungendovi gli uomini noi che potremmo trarre dall'isola di Corsica, sua vicina, formeremmo una piccola armala su/ficientemente forte per prestar la mano agli Unitari: e ciò essendo, Voi dovete ben sentire che il Re di Sardegna non potrebbe mancare d'esser il Sovrano di tutta l'Italia. Voi non mancherete ugualmente di sentire che bisogna che noi ci crediamo ben forti per osar d'in­traprendere d'impadronirci, con si poco, di questa grande contrada, che conta forse più città che noi non avremmo soldati da sbarcarvi.
Ponderate bette la cosa nella vostra saggezza, fate al Re le osservazioni che voi crederete dovergli fare,. ;e credetemi sempre disposto a servirlo s'egli si dichiara in favore del partito dell'Unione.
In attesa dell'evento, ho l'onore d'essere, con i sentimenti piti distinti,
Vostro umilissimo e obbedienrissimo servo Firmato C[OMELU
Londra, l'u gennaio iSi4>