Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <657>
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Gli inizi del pontificato di Gregorio XVI
La conferenza diplomatica in Roma e le riforme
Nonostante le minacciose condizioni dell'Europa, in gran parte in preda alla rivoluzione, nonostante i timori di torbidi nello Stato ponti­ficio, avvalorati da piccoli, abortiti tentativi rivoluzionari in Roma, ed il pericolo manifesto che presentava perciò la vacanza della Sede ponti­ficia, il conclave, apertosi dopo la morte di Pio VII il 14 dicembre del 1830, andò per le lunghe. La fazione austriacante, capitanata dal cardinale Albani che, parente del duca di Modena e della famiglia im­periale, era stato anche nei fondavi precedenti il rappresentante dei voleri austriaci, non era riuscita ad imporre il proprio candidato, ma aveva impedito per lungo tempo qualsiasi, altra elezione. Finalmente essa aveva dovuto piegarsi ad un compromesso, e il giorno 2 febbraio 1831 il card. Albani, dalla loggia del Quirinale, annunziava che l'eminentis-simo Cappellari era stato eletto papa, ed aveva assunto il nome di Gre­gorio XVI.
Il 7 febbraio giungevano a Roma le prime gravi notizie da Mo­dena, I'8 si aveva la nuova della rivoluzione scoppiata a Bologna il 4.
Il nuovo papa non era davvero l'uomo adatto alla critica situa­zione che si trattava di risolvere: 47 anni di vita monastica, scevra di ógni carico e responsabilità politica non lo avevano davvero preparato ad assumere il potere in un momento cosi pericoloso e difficile.
Il suo primo atto di governo, però, dimostrò molta avvedutezza. In luogo dell'Albani che aveva tenuto là-carica durante il pontificato precedente,- yeniva nominato alla Segreteria di Stato il card. Tommaso Bernetti, legato di Bologna che, al contrario del nuovo papa, aveva preso fin da giovane una parte attiva nel governo e nella diplomazia ponti­ficia. Protetto dal Consalvi che, prima della restaurazione, gli aveva af­fidato anche segrete e delicate missioni, il Bernetti, allora monsignore, era stato nel 1815 e '16 uno dei pochi sostenitori in Vaticano della