Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <660>
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Bice Gamberale
potenze doveva servire ora a sollecitare lo sgombro austriaco, a mo­strare all'Europa che la Francia non poteva disinteressarsi, a profitto dell'Austria; degli avvenimenti italiani, rialzando cosi le sorti del mini­stero di fronte alla opinione pubblica, e nello stesso tempo la Francia avrebbe riguadagnato, almeno in purte, le simpatie dei liberali italiani facendosi propugnatrice di riforme e di clemenza.
Anche l'ambasciatore prussiano, il barone Bunsen, era giunto per conto suo, senza conoscere le trattative austro-francesi, alla stessa pro­posta. In un dispaccio del 3 marzo al suo governo egli consigliava un intervento morale delle potenze firmatarie del trattato di Vienna nella questione romana, intervento che doveva stabilire per la pacifica­zione delle basi solide, e non contrastanti con l'essenza dello Stato pon­tificio. Una riorganizzazione del governo papale era, secondo lui, ne­cessaria; il 1830 aveva aperto all'Europa un nuova èra minacciosa, ed i governi non potevano illudersi éi- un ritorno puro e semplice allo staiu quo. Nella previsione che il suo consiglio fosse accettato e tra­dotto in pratica, il Bunsen tracciava un piano di riorganizzazione dello Stato pontifìcio che ci interessa perchè lo vedremo rispecchiarsi in parte nel Memorandum del 21 maggio di- cui l'ambasciatore prussiano fu l'estensore. Il Bunsen era contrario sia all'accentramento francese chejy restaurazione aveva accettato col motu proprio del 1815, sia ad un re­gime rappresentativo che sarebbe servito soltanto, secondo lui, ad aumen­tare l'anarchia ed il disordine. Quale via scegliere dunque? L'ambascia­tore prussiano propugna Un ritorno all'antico, facendo rivivere, con saggie modificazioni, le municipalità. Dal sistema municipale dovrebbe, per via naturale, svolgersi una nuova istituzione : i consìgli provinciali. Alla cima dell'edificio vi sarebbe una deputazione permanente di due deputati, per esempio, per provincia, che, uniti ad altri individui nomi­nati dal Papa, avrebbero avuto il controllo generale delle Finanze, o forse anche il diritto di consentimento alle nuove tasse. Queste istitu­zioni politiche avrebbero dovuto essere accompagnai da una riorganiz zazione militare che ponesse il Pontefice in grado di difendersi con forze proprie (1).
Il 17 marzo l'ambasciatore prussiano avvertiva il suo governo che il caso da lui previsto il 4 stava per; avverarsi, e chiedeva di essere autorizzato a parlare e ad agire ufficialmente > Il principe Gagarin, ambasciatore russo, scriveva contemporaneamente nell' istesso senso al suo governo.
(.1) Disp. Bunsen, 3 marzo 1831.