Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <661>
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(MI iitisi del pontificate di Gregorio XVI 66 i
La Frància, infatti, continuava a mandale innanzi con ardore l'idea del Congresso. Il Pérte ékè aveva preso in questo momento la dire­zione anche della politica estera., portandovi, la sua solita energia, riu­niva il 27 marzo in casa u insieme al Sebastiani, gli ambasciatori di Prussia, Russia, Austria e Inghiltewjài. Jr dichiarava loro che la Francia :era decisa a concorrere al inanteriimento della sovranità papale, ma che erano indispensabili pronte e buone riforme, e lo sgombro austriaco. 11 giorno seguente egli presentava alla Camera francese una domanda di crediti di cento milioni per nuovi armamenti.; nello stesso tempo il Salute Aulaire dirigeva il 27 marzo una nota di protesta per l'occupa­zione austriaca al card. Bernetti, e il 3.1 una nota era inviata da Pa­rigi a Vienna negli stessi sensi. Nella sua risposta al Sainte Aulaire il card. Bernetti, dopo aver fatto lungamente la storia della rivoluzione, e aver mostrato gli insorti come decisi a respingere tutte le concessioni che il Papa, nella bontà del suo cuore, era disposto a fare (i) assicu­rava l'ambasciatore francese che tra l'Austria e il governo pontificio non esisteva alcun trattato segreto, 'che gli austriaci non si sarebbero immi­schiati affatto negli affari governativi, che il loro sgombro sarebbe av­venuto al più presto possibile, e infine che M S. Padre già pensava a quei miglioramenti amministrativi di cui il Sainte Aulaire parlava nella sua nota, e che si sarebbero attuati quando ogni minaccia di torbidi i?5se passata.
Gli atti del Governo pontificio in questo primo momento parevano non disformi dai desideri della Francia. Nelle Legazioni fu mandato col titolo di legato a latefe il card. Oppizzoni che, in qualità di legato, in altri tempi si era fatto amare per la sua moderazione a Bologna, e che pubblicava subito un proclama spirante clemenza; e un editto della Se­greteria di Stato, 'in data 2 aprile terminava annunziando che il S. Padre si occupava di investigare i bisogni dei popoli, per rimediarvi con di­sposizioni benefiche e che un' era novella >> stava per cominciare.
Quanto al Mettermeli, egli aveva raggiunto, almeno per il momento, il suo scopo: le truppe austriache avevano fatto rientrare tutto nell'or­dine ih' pochissimo tèmpo. Niente :gli impediva dunque di accogliere le proposte francesi, tanto più che egli non aveva alcun interesse alla ca duta in Francia di un ministero che gli era garante di una politica
(1) Anche a! Sainte Aulaire, che appena giunto gli parlava di concessioni, il Bernetti rispondeva che 11 Governo era pronto a farne ma che i Suoi tenta­tivi erano stati oltraggiosamente respinti dai ribelli. BARANTE, òp. cit. IV, Lei-lera del Sainte Aulaìmm data sa marzo MÌF pp. 150-152.