Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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664 - Gantktrale
suna intenzione di inimicarsi l'Austria per una questione di cui, in fondo, gli importava ben poco, lo arrestò nei suoi piani di riforme, allorché si accorse che queste dispiacevano all'Austria.
Quanto all'ambasciatore sardo, che fu ammesso più tardi nella conferenza, la politica piemontese, timida e ristretta in questo momento, dominata dal timore della rivoluzione, e dall'influenza austriaca, lo condannava ad una parte puramente passiva di semplice spettatore. Siamo ben lontani ancora dal tempo; in cui il Piemonte oserà parlare -In nome f Italia.
Questa conferenza, condannala all' insuccesso per le sue interne divisioni, lo era ancora di più per la resistenza sorda ma invincibile del governo pontificio, che la tollerava di mala voglia, e che, con la sua politica di mezzi termini, incominciava dal non riconoscerla ufficialmente, fingendo quasi di ignorarne l'esistenza, e limitandosi a trattare con i vari membri singolarmen
Il 13. d'aprile la Conferenza incominciava con una specie di seduta confidenziale, alla quale non partecipavano né II rappresentante sardo a cui non si era ancora pensato, né quello inglese che non era giunto. II Sainte Aulaire, dopo aver accennato; alle questioni principali che alla Francia premeva di risolvere ; un, rapido: sgombro delle truppe austriacfee4. e la riorganizzazione dello Stato pontificio,, poneva innanzi una terza questione, assai più urgente, e che doveva essere subito trattata: quella dell'amnistia.
Già nei 'giorni precedenti la questione era stata discussa tra gli ambasciatori, ma contemporaneamente in Vaticano si pensava allo stesso argomento in modo affatto diverso. Non di un editto di amnistìa si parlava, ma di un editto di : ielassificazione e punizione dei rei . Il progetto, steso dall'avvocato fiscale, era severissimo, e si estendeva a lungo sulla pena della confisca, applicata piuttosto largamente; e poiché sì discuteva di trattare un prestito forzoso di uno o due milioni, si osservava che si sarebbe potuto pagarne ini parte gli interessi e il fondo a spese dei rei di fellonia 0. Il card. Bernetti proponeva però di temperare tanto rigore, pubblicando in capo* ad un mese delle liste nominali che restringessero il numero dei processando e di concedere a tutti gli altri il perdono; si sarebbe evitato così che il lavoro delle commissioni, istituite per giudicare i rei, si eternasse, dando luogo a sempre nuovi arresti e perpetuando V inquietudine e lo spavento nel paese.