Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <668>
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secolarizzazione dello Stato pontificio, ed tin rgimfe rappresentativo sul tipo di quello che la reggeva, o qualche cosa che "avviasse a questo. IT Sàinte Aulaire m confessava però ignorante dei bisogni è déije condi­zioni del paese, e lamentava di nòli aver WfàQ nessuno, tra i sadditi pontifici, disposto ad aiutarlo. La sconfessione dei ribelli, che era nella sua nota del f aprile, e la linea politica che il governo gli aveva trac­ciata (e che coincideva eòi* le sue idee personali); di far ben capire cioè che li pancia non avrebbe appoggiato nuove rivoluzioni, gli avevaifò completamente alienato i liberali j-
Il principe di Metternich non voleva rifórme radicali Egli ricono­sceva che l'amministrazione romana lasciava molto a desiderare; il Go­verno pontificio aveva perduto, secondo lui, quindici anni di pace che avrebbe dovuto mettere a proritto per stabilire una saggia e ordinata amministrazione, coma aveva fatto l'Austria. Ma per giungere a questo risultato non bisognava toccar nulla nelle istituzioni fondamentali; un governo rappresentativo, delle istituzioni liberali, erano pericolose, perchè avrebbero trascinato col loro esempio gli altri Stati d'Italia, e prima di ogni altro i possessi austriaci, a diretto contatto con le Legazioni. E del resto nessuno degli Stati italiani aveva simili istituzioni, nessuno era maturo per esse, e fra tutti i governi della penisola il più inconcilia­bile con istituzioni rappresentative e liberali, era proprio il Governo pontificio. Il principe di Metternich vedeva chiaro quando affermava che la trasformazione dell'amministrazione pontificia ed ecclesiastica in laica sarebbe stata la distruzione del: [potere temporale (2).
L'ambasciatore austriaco proponeva quindi di richiamare il ponte­fice sulla via tracciata dal famoso motu proprio del 18.3, ed esortarlo a ricostruire quanto era stato distrutto dai successori di Pio VII, ed a svòlgere le promesse contenute nell'editto eonsalviano.
L'ambasciatore prussiano era contrario a tutti e due i sistemi: egli aveva in sospetto il governo rappresentativo, che riteneva fonte soltanto dì anarchia e di disordine, e il .motu proprio piano non lo soddisfaceva come troppo accentratore. Bisognava invece, secondo lui, basarsi su un largo decentramento, dare un'estesa autonomia ai municipi, nei cui an­tichi' statuti, saggiamente modificati, si sarebbero trovati preziosi ele­menti di vita politica. Il regime francese "continuando l'opera dei pon-
(1) BARANTE, . ffl, p. 236; THURBAN DANGIN, Op. di,, pp. 815-816.
(a) Il Metternich però espi esse chiaramente le sue idee assai più tardi'; nel 1832. METTERNICH, Memoires, Disp, Metternich a Neuman 3 luglio 1832, p- 373 e sgg.t voi. V.