Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <669>
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Gli inizi del pontificato di Gregorio XVI 669
tefici, aveva distrutto le autonomie comunali, sostituendo loro un oppres­sivo sistema: accentratorc che soffocava ogni energia locale, e che la restaurazione aveva avuto il torto di accettare.
In realtà l'accentramento aveva forse, sotto certi aspetti, nociuto allo Stato pontificio, poiché tolte ai laici le autonomie comunali, questi " avevano sentito di più il peso della prevalenza ecclesiastica; ma esso era d'altra parte un processo storico necessario, che preparava l'unifi­cazione.
Del resto il Bunsen non voleva un ritorno all'antico, che sarebbe stato assurdo, poiché gli statuti municipali dovevano essere <t saggia­mente modificati e per mezzo dei consigli provinciali e della Giunta si doveva risalire a poco a poco verso il governo centrale. Là deputa­zione residente in Roma doveva essere nelle mani del governo il mezzo di tenere a sé strette le province. Anche per lui, come per il governo francese, la base necessaria per qualsiasi riforma doveva essere la seco­larizzazione.
Del resto egli era del parere che fosse necessario far venire depu­tati dalle province,, e consultarli sui bisogni e i desideri delle popola­zioni. Le municipalità, ricostituite quali erano prima del 4 febbraio, dovevano nominare i deputati, senza che i delegati sì ingerissero af­fatto in questa elezione (1).
Come ben sì vede l'ambasciato!:1 prussiano veniva a trovarsi assai più vicino ai desideri del governo francese che non a quelli del governò austriaco. Le proposte francesi; coincidevano imm M sue per quel che ri­guardava la secolarizzazione- dello Stato; è là Giunta centrale, incaricata del controllo finanziario, pur restando nelle idee dell'ambasciatore prus­siano un corpo puramente consultivo .cosa altro era (checché potesse dirne il Bunsen) se non un principio di govèrno parlamentare?
Un'altra questione fondamentale era che, una volta la riforma dello Statò compiuta, essa avesse tale garanzia di stabilità da assicurarla contro il pericolo che il Pontefice 0. ii suoi successori volessero distruggerla o mutilarla; la garanzia doveva essere, secondo la concezione francese, e secondo il Bunsen, usile stesse istituzioni eentrali. L'Austria la pensava diversamente, ma per* il momento non esprimeva il suo pensiero.
La Francia oltre all'appòggio dell'ambasciatore prussiano aveva anche quello dell'inviai inglese; la Russia invece si schierava dalla parte dell'Austria.
(j) Disp. Bunsen 3-31 marzo. 11.831. Memoria Inviata dal Bunsen al Bernetli ti 23 giugno 3;.i; * Gehtómen Stàatsarchiv - Berlin, Coli, eli;.