Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <126>
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Gronaoa
sta espressione nel senso, che comunemente, ee non compre con radono, Tiene ad essa attódbuitp, di moOeraU ed ostili, alle idee ed ai sistemi mazziniani.
5a, Ella insiste nel mantenere la qualifica di merda unitario per il Settembrini, riferendosi ad avvenimenti del 1847 è ad aitai anteriori. I*a questione è compresa in. un'altra di maggiore estensione,, ohe non è possibile trattare adeguatamente-in onesto luogo, Elia ttvra spero m la compiacenza di attendere la pubblicazione) ' riddata per circostanze indipendenti dalla mia volontà, dì -un volume sulla Mfoolurione napole­tana del0 -in cui credo di aver dimostrai fondatamente cne nmwio dei liberali meridionali fu antiborbonico è tanto meno unitario prima del 15 maggio. Né gh" argomenti cbe Ella adduce a .confòrto della sua asr aeratone banno me lo permetta il valore, che prima vista sem­brano avere. Anzitutto la setta dei Figliuoli della Wèmm Italia, con­cepita dal Musolìno nel 1832, non ebbe comune con la società mazzi­niana il principio unitario-repubblicano. È vero (èie il programma di essa (quale sì fogge in una nota alla Mtoèhudone MI *m <neU Calabrie dello stesso Mnsolino, pp. 14-16) comincia con affermare la necessita di dare all'Italia un governo unico e repubblicanoi ma in seguito la famosa unità si risolve in un decentramento cosi spiccato, che non si può fare a meno di 'concludere la tendenza regionalista avere forte prevalenza, nel pensiero dello scrivente, ;an quella unitaria. E poi ohe cosa fece Mugolino per la repubblica e per l'unita* Che cosa il Settembrini? Redasse la Protesta Ella mi dira. Eppure, malgrado quanto si è detto a proposito del famoso opuscolo, ;ao rimane sempre remanazione del pensiero di un riformista moderato;: più olio; di un, acceso rivoluzionario Tè mi pare che si possa dare 'gran péso al fatto che il Settembrini, ri­ferendosi nelle Micordange a* suoi sentimenti del '84, sciolga un inno all' unità, poiché quel libro fu scrìtto assai più tardi* Se infine egli en­trò nella società dell' Unità italiana, ciò fu solo dopo, -Mi 15 maggio.
6tt. E vengo alla politica unitaria idei Cavour e: tèi' Governo sardo ; questione nella quale mi permetto di dissentire profondamente da Lei. In sostanza Elia crede che il grande statista piemontese facesse apertamente quella politica dopo la liberazione della Sicilia-, ma che segretamente l'avesse fatta da lungo tempo. In verità sostenere che il Cavour fu unitario a Plombières, dove si delibero di' ordinare 1 penisola in una confedera­zione di quattro Stati sotto la presidenza del Papa, mi par forte assai.
Ella crede inoltre che non ai possa comprendere aie apprezzare la politica del grande ministro di Vittorio Emanuele 33"j. se non ammettendo ohe egli aveva come meta da raggiungere V'naità* Ed allora come spie­gare la note., definizione, che egli diede del Manin nella lettera, : Rat-tazzi del '56 e ttn utopista, ohe vuole Punita MXUlfo WM eorlelleriet