Rassegna storica del Risorgimento

PELLICO SILVIO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI
anno <1915>   pagina <275>
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Un decennio d'amicizia tfra Bfoio Pellico, ecc. 27
mi Tuoi,, ma anche perchè rivelano in te un'anima contènta, delibata dalle cose che vedi e che ti proponi di vedere. La vita :fà raddoppia i forza. Possa anche raddoppiartisi di dorata, cioè possa la tua salute guadagnar tanto da questo benedetto viaggio, che tu torni robusto il doppio, da campare lino a novantanni. SI, Torino, ed anzi il Piemonte, è mezzo appestato dai grippi,! e queBta è cosa tristissima. Ho gusto che tu ed i Barolo siate lontani. La disgrazia di Cesare Balbo è. véramente grandissima ; ei la sente niÌt;o,; e fai pietà. Divido la sua afflizione, ma non ho parole per sollevargliela. Il meglio che so fere è d'addolorarmi Con luìj. e pregare Dio che lo consoli.2 Ti mando una lettera di Sclo-pis per Troja, invece di quella che Balbo t'aveva promesso.8 Quest'ul­timo gradisce la tua amichevole condoglienza e ti prega di scusarlo, se
1 Sai tu, scriveva anche a Quirina Moceuni, elio sono in; Torino qùe* brutti -malanni chiamati grippo che afferrano la gola ed il petto ad ogni onesta persona? Cfr, la lete., in data di Torino 2L dicembre 1833, in -Lettere alla Donna gentile, s. o., p. 114.
2 Aveva perduto la moglie, -l'èlicita di Villanova Chenonceaux. Non ho mai veduto , aveva scrìtto il Pellico al Santa Rosa il 4 dicembre, un nomo prìi: afflitto jrf Ini? fa- Veramente pietà. Ed e di q uè' disgraziati che poco sanno Valere in solitudine. Vorrebbe sempre alcuno che gli facesse compagnia. Fin­ché parla e ode parlare, il suo animo si sostiene ; ma quando rimane solo, l'afflizione l'opprimo miseramente . Gir..: Ni. BiAistòui, HMJ* a lettere inedite eoe, a. cy. ps 90. sempre a proposito della gentildonna perduta,; '.Còsi scrìveva qualche mese dopo a! eonte Edmondo de SegurnsVassieu* ": Òette lemme ai vertucuso, si doiiee, jouissalfcde la vie cornine si elle devait la conserver bieu dea années ; elle ótait eu ebani'ée do aes beaiix eufans; elle se cousacrait àaon ordhtaire ieur édneation; tont sa glofiaÉ-tlt de les ahnejj, id'aimér sòn mari, <frfetre bornie uvee tout le monde. Quelle perti potir Géme potìfr itone oea petiits'tietty. idei 26 aprile 1834, in, Epietolarfo (li Savio 1LLB>'O. rac-mto ? pubblicalo per (tura di GUOUBLMO STJEBANI, Firenze, Le Monmer, 1856. np. 114-S. Nò è giusto dimenticare che anche alle esortazióni di questa donna esemplare noi delibiamo la pubbli azione delle moprigimin come; il Pellico: stesso dichiara nel TK j~ Capitoli aggimUii > oónt'easa Balbo ejfo-.'Mi rais gelo di vìxtk* Quanto ella dissemi dei bene che il mi "libro poteva produrre tronco tnttóSei dubbi; ripresi la penna, ne piti'la deposi che al ilne del­l'ultimo capitolo,-. . *-JL ' . Si trattava, assai probabibuenfo, dj ìm attera di préSentaartone, ohù U conte federico. Selopia avaWMftpitfi dì. ,* vece del Balbo, petm**: Bosr desideroso .di mmm jw*ta Vincevo. Troya, --Sptre he avrai tsóvatò ÉftW il mXìao al Santa Rosa U Ù dicembre, Val tuo giungere in Roma mMm lefe(au>a ttdacou ontrovì una, .dì Solopls per Troja, .scrìtta da quello, invece della lettera ohe da Balbo aspettati otti ' BiASCW*, 3. .t p; 894.