Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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671
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Gli inizi del pontificalo di Gregorio XVI *
dovrà piegarsi, posta di fronte ad un dilemma dì vita o di motte.. E l'ambasciatore prussiano cercaci di persuadersi: che l'Austri glétfà, forme radicali che estinguessero nello Stato pontificio il germe delle rivolte, poiché essa era di tutte le potenze la più interessata ali mante?? nimento della tranquillità in fella-, '(
La condotta dell'Austria in questo momento era tale da mantenerlo nelle sue illusioni} essa lasciava fare, riservando la sua. opposizione per il giorno in cui si fosse preteso di passare dalle parole ai fatìft, :*= conciliabilità della concezione francese e di quella austrHjjgfi non appjat-riva ancora cniafamente, e per un momento pasvet 'me tutte le potenze fossero d'accordo, quando fu dato all'ambasciatore prussiano" 'l'Incarico' di redigere un Memorandum che tracciasse, ttoo un piano particolareggiato di riforme, marie basi dì esse;
Il 21 maggio, difatti",;. *É8Ì>. veniva presentato al Segretario di Stato.
Questo Memorandum, redatto dal Bunsen, di cui rispecchia in gran parte le idee, e approvato da tutti gli ambas1ai0ri, è stato variamente giudicato, perchè fu trovato da alcuni piuttosto oscuro e confuso. Ma apparve in genere come un piano di ifflsmm radicali, e tali che la sua applicazione avrebbe trasformato il Governo pontificio.
Esso stabiliva chiaramente tre riforme fondamentali: la secolarizzazione dello Stato, la base elettiva dei consigli comunali, e la formazione di una Giunta centrale cui si risaliva per mezzo di nuove elezioni dai consigli comunali stessi.
Ammesso anche che il governo avesse voluto limitare il più che possibile il diritto di voto, affidandolo unicamente alle classi conservatrici, e più attaccate al governo, nulla avrebbe potuto distruggere V nizio di vita politica che si conteneva per i sudditi in questa istituzione e in quella dei consigli provinciali di eulvignre il Memorandum faceva parola. Pure queste riforme isolate potevano rMiirsi ,ad istituzioni di importanza puramente locale, né assurgere mai ad. alcuna ingerenza nel governo centrale; esse potevano rappresentare semplicemente un tentativo di creare nello Stato pontificio tanti piccoli centri autonomiJ estranei V uno all'altro; ma vi era una nuova istituzione che collegata con le due prime faceva acquistar loro un' importanza assai maggiore, e le completava trasformandone Ja fisonomia, ed era le Giunta centrale.
Il Memorandum a questo riguardo non si poteva dire che peccasse di eccessiva chiarezza, ma ad ogni modo due cose erano determinate senza possibilità ed equivoco: i in questa Giunta dovevano sedere deli) Disp. Bunsen, 17 maggio ** - Qeneirneii StaatsardtfV -Berlin, Coli. eie.