Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <675>
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òli inizi del pontificato di Gregorio XVI 67
era stato dato subito dopo la rivoluzione, e le quattro province torna­vano distinte come per lo innanzi. Alla testa di .ciascuna di esse era istituita una congregazione governativa composta di quattro persone, una delle quali in qualità di presidente aveva il titolo di prolegato. Tre dei prolegati etano laici. Questo parve: al Sainte Aulaire un risultato im- portantissimo, ed egli si affrettava a comunicarlo al suo governo come 18 successo immenso (.1)-
Secondo l'ambasciatore francese, dunque, per l'amnistia le assicura­zioni del Vaticano erano eccellenti, per le riforme! principii erano buoni, e lasciavano speraste bene per l'avvenire, e del resto dato lo stato del paese era meglio contentarsi di quel che fi Papa era disposto a fare, due quindi delle condizioni poste dal Governo francese erano 0 adem­piute o sulla buona via per esserlo, quanto allo sgombro la data poteva esserne fissata per la fine di giugno 0 per i primi di luglio, se il Go­verno francese si decideva a dare la garanzia.
11 Sainte Aulaire chiedeva nello stesso tempo al card. Bernetti un piano di riforme da inviare al suo Governo, per indurlo alla conces-" sione della garanzia. Ed ecco: quanto era stato combinato a questo ri­guardo fra gli ambasciatori in Roma, con la speranza di giungere ad un accordo, e quanto il (Scherno pontificio si Mostrava disposto ad ac­cettare: il Sainte ùlair.é avrebbe rivolto al card. Segretario una nota, pregandolo di fissare la data per la partenza della truppe austriache; nella risposta il card. Bernefcitì. avrebbe comunicato il piano delle riforme che il S. Padre si proponeva di fare, ispirandosi ai consigli del Memo­randum (2).
Quest'atto ufficiale e impegnativo da parte del Pontefice doveva servire a dimostrare al Governo francese che la seconda delle condizioni da lui poste era adempiuta. Il 5 giugno infatti il Bernetti inviava al­l'ambasciatore francese la nota, come era stato combinato; nota abilis­sima che ci svela però le vere intenzioni del Vaticano riguardo alle riforme .e al Memorandum, quel Memorandum che gli ambasciatori sup-
(r) SikVA, Op. dt.i pp. 151-152. Anche al Barante il Sainte Aulaire scri­veva, parlando del Memorandum: Le voici déjà en pratique quant au point il me semole le plus important de tous: il n'y a plus de cardinaux ni de pré-lats à Bologne, Ravenne, Forlì et Ferrare . Asserzione che oltre ad essere esagerata, era anche inesatta, poiché a Ferrara si era nominato come prolegato un ecclesiastico. BARANTE, Op. cii.-, IV, 246.
(2) Dispacci Bunsen, 2, 4 e 8 giugno 1831 - Geheimen Staatsarchiv - Ber­lin, Coli. cit.