Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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676
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Bice Gamberak
ponevano già accettato senza nessuna obiezione dal S. Padre. La nota aveva cura di stabilire innanzi tutto con chiarezza che il Pontefice era disposto a permettere la partenza delle truppe austriache per i primi giorni di luglic*, ma soltanto qualora l'ambasciatore francese fosse stato autorizzato a firmare in precedenza la. famosa garanzia. Veniva poi il piano t informe, in cui la nota - sembrava seguire a passo a passo il Memorandum, riprendendo quasi gli stessi termini, e dove in realtà nessuna parola decisiva veniva pronunziata, niente che- suonasse chiaramente conforme a qualcuno dei principi*' fondamentali del Memorandum; tutto si prestava ad una doppia interpretazione.
Riguardo alle comunità la nota dichiarava che si sarebbe dato4<aro un sistema tale * che potranno esse medesime occuparsi dei loro propri bisogni e provvedervi ., ma si guardava bene dal fare il più lontano accenno all'elettività dei consigli comunali. Della Giunta centrale non una parola; si accennava solo vagamente ad f4Utit?ioni;msfirva{rici, che garantissero la" stabilità delle leggi, senza precisarne affatto la rmt tura. Quanto Ile; -finanzi si assicurava che esse sarebbero cautelate in modo éìiè non potesse sorgere più alcun dubbiai s.mlla loro retta amministrazione, senza spiegarsi più di coé'ì, iè infine si prometteva che le 'funzioni amministrative e giudiziarie non satebliJefò più esclusivamente riservate ad una sola classe privilegiata.,, in risposta a quella frase del Memorandum ove sì parlava di adniissibilité génèwle dei laici a tutte le cariche dello Stato. La nota richiamava il motti proprio di Pio VII di cui prometteva lo sviluppo.
Il Sainte Aulaire spedì questa nota a Parigi, ma per quanto grande fosse la sua buona volontà di trovare una soluzione,, e:di accontentarsi anche di poco, egli non poteva sentirsi soddisfatto. Nella nota di risposta in data 7 giugno, dopo aver notato i termini vaghi cori cui il Vaticano si era espresso, egli, cercava di rimediare a questa poca chiarezza, riassumendo le riforme a tx secondò lui, il Papa si impegnava con la nota del 5, e ribattendo su quei punti che il Vaticano a bella posta aveva lasciato avvolti nell'oscurità: consigli municipali basati su elezioni libere, Deputazione centrale incaricata del controllo finanziario, ammissione dei laici alle cariche amministrative e giudiziarie (1).
Nella garanzìa di cui il Sainte Aulaire inviava un doppio progetto al suo Governo si ripetevano le stesse parole riguardo alle riforme, p.*.
(r) Nell'Archivio, di Statò di Berlino (Coli, cit.) esiste la nota del Sainte Aulaire, ed anche il doppio progetto di garanzia che l'ambasciatore francése invia a Parigi.