Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <678>
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Èice Gamberalc
la pena della confisca nello Stato pontificio; 3 una lista nominativa degli esclusi dall'amnistia. A tutti gli altri esuli doveva accordarsi il permesso di tornare in patria dopo aver firmato un atto di sottomis­sione e fedeltà al Pontefice. Sono press'a poco le condizioni che il Gor verno francese aveva poste nella seconda metà di maggio.
Il principe di Mettermeli comprendeva la necessirà di non spingere agli estremi il Governo francese, egli non aveva alcun interesse alla caduta del ministero Périer, di un ministero che aveva dato prova di voler resistere energicamente all' impulso rivoluzionario in Francia, e di voler conservare la pace all' interno e all'estera. Auzi la caduta del Pé­rier avrebbe, preoccupato vivamente non soltanto il Cancellfèifé austriaco, ma anche tutti i gabinetti europei.
Quanto al Vaticano, gli scopi che esso si era proposto dì ottenere, con l'esigere la garanzia dalla Francia, si erano dimostrati in gran parte irraggiungibili. Le condizioni del Governo francese erano inaccettabili: il Governo pontificio poteva cedere per quel che riguardava l'amnistia e la confisca, ma non si sarebbe mai piegato sulla questione delle ri­forme. Il Sainte Aulaire che si era mostrato assai più conciliante del suo Governo, e che avrebbe voluto dare la garanzia, l'aveva proposta tale che sarebbe stata più di danno che di giovamento al Pontefice; nel suo progetto infatti, era esposto un piano di riforme che il Vaticano non voleva fosse reso pubblico, poiché non aveva l'intenzione di at­tuarlo mai. Inoltre, anziché riconoscere al Pontefice il diritto di rivol­gersi ad una potenza a sua scelta, la garanzia escludeva senz'altro questo mezzo. :S;u questo punto l'Austria e il Vaticano avevano avuto l'appoggio della sola Russia; il Governo inglese si era mostrato, come sempre* itt tutto e per tutto d'accordo con la Francia, ed anche l'ambasciatore prussiano aveva ritenuto assurdo pretendere che il Governo francese ri­conoscesse all'Austria il diritto di un secondo intervento (1).
Vaticano ed Austria si decisero quindi a piegare, non nel senso di accettare le richieste francesi, ma rinunziando alla garanzia, o per lo meno rinunziando ad ottenerla quale l'avevano voluta in principio.
Il 2 luglio il Segretario di Stato presentava due note, una all'am­basciatore austriaco, l'altra a quello francese. Nella prima egli, in nome
(1) La proposta del Bunsen era stata: << Quc le cas échéant les represen-tants des quatre puissances à Rome, et un agent dipiomatìque anglaìs concer-reraient avec le gouvernement pontificai les mesures les plus adaptées d'étouffer la revolution et de rétablìr la tranquiltfté *,Djisp. Bunsen, 3 luglio 1831 - Gehei-men Staatsarchiv - Berlin. Coli. cit,