Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <679>
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Gli inizi del pontificato dì Gregorio XVI 679
del S. Padre, acconsentiva a die fi truppe austriache partissero il 20 di lug-1' ma prevedendo che le prov/liKìe sgombrate si sarebbero ben presto abbandonate a nuovi disordini, non mancava di mostrarsi sicuro che l'Austria sarebbe nuovamente intervenu "e chiedeva che il gene­rale austriaco, nell'abbandonare Bologna, pubblicasse in questo senso un energico proclama alle popolazioni. Nella seconda, scritta in termini di­gnitosi e misuratii si dichiarava: i che il S. Padre non si opponeva allo sgombro; 2tì che acconsentìMa ad un'amnistia generale, eccettuan­done soltanto quaranta persone; 30 che non si sarebbe applicata ad al­cuno la pena della confisca o dell'ammenda. Ma quanto alle riforme il Pontefice più d'ogruì vallato conosceva ciò che era necessario al bene dei suoi popoli: egli avrebbe credulo, (ili fàf,f ingiuria a sé :stesso ove avesse accettato le condizioni che gli sf unponevano. Il Governo francese era lasciato libero di dare o non dare la garanzia.
Il periodo acuto era ormai passato, la soluzione era trovata; ma si poteva parlare di una vera soluzione?
Per le riforme nulla si era iconcteso : il governo pontificio, per il momento, restava libero di fare ciò che gli piacesse. Lo scopo di rista­bilire la quiete nello Stato pontificio non era raggiunto, né per mezzo di concessioni, né in altro modo, anzi, tutto lasciava prevedere che la partenza delle truppe austriache avrebbe aperto un nuovo periodo di torbidi nelle Legazioni abbandonate a loro stesse; è. quando queste nuove rivolte fossero scoppiate quale ne sarebbe stata, la ripercussione nei rapporti fra le varie potenze? Sulla questione piifi grave l'accordo non era raggiunto, ed era irraggiungibile. Il Vaticano e l'Austria resta­vano nel loro punto di vista, il primo deciso a chiedere, e la seconda a concedere l'aiuto. La Francia dal canto suo non poteva, e non avrebbe mai potuto, acconsentire tranquillamente ad una nuova tòGeupazione austriaca nell'Italia centrale. Gli ambasciatori che sentivano la gravità di questa situazione cercarono di rimediarvi alia meglio e come pote­vano. Per la garanzia si decise che ciascuno si sarebbe regolato a modo proprio, e secondo le istruzioni del proprio Governo, ma per masche­rare i dissidi, e cercar di prevenire una nuova rivoluzione scoraggiando i liberali e Facendo loro capire /che nessuna delle grandi potenze era disposta ad appoggiarli, si. -convenne, dietro proposta del Sainte Aulaire, d-inviare ai Consoli dei vari Stati nei domini pontifici una circolare ara nome di tutti, per affermare la solidarietà delle potenze contro la rivo­luzione, con incarico ai consoli di darle la massima pubblicità.
Nella seduta del io luglio, con la quale la : conferenza sospese i suoi lavori, l'ambasciatore d'Austria fece una dichiarazione in cui l'in*