Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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680
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68o Mcé Gamberàlè
tegrità dello Stato pontificio era garantita incondizionatamente e nei tèrmini più espliciti, e si riconosceva al Pontefice il diritto di ricorrere alla, potenza dont 1'appui lui paraitrait le plas; opportun : l'ambasciatore russo aderì alla garanzia data dal Lutzow,. U Bunsen invece non yolle accettare pienamente il testo austriaco. Considerato che la Frància non partecipava a quest'atto delle grandi potenze una garanzia troppo esplicitamente impegnativa sembrava pericolosa all'ambasciatore prussiano poiché poteva trascinare la sua nazione a prendere una parte diretta nei futuri conflitti che, secondo il Bunsen, si preparavano tra Francia ed Austria. Egli formulò quindi una sua dichiarazione dove la garanzia si concedeva in termini assai meno espliciti e:<dove le preoccupazioni e le restrizioni dell'ambasciatore erano svelate dall'insistenza con cui si parlava delle riforme, esprimendo la speranza che esse avrebbero ricevuto in seguito il conveniente sviluppo. L'accenno alla necessità in cui S. Santità potrebbe trovarsi di usare nuovamente contro i sudditi mezzi coercitivi era fugace e poco esplicito.
Il delegato sardo, che aveva chiesto ed ottenuto di poter partecipare a quest'atto delle grandi potenze, non si discostò molto dalla dichiarazione austriaca, aggiungendo che anche il re di Sardegna era pronto, ove fosse stato necessario, a cooperare al ristabilimento dell'ordine nello Stato pontificio.
Quanto al Sainte Aulaire, egli dichiarò in una nota che il Governo francese non avrebbe potuto concedere la garanzia se non si fossero prima compiute le riforme; il delegato inglese si trasse da parte allegando le istruzioni del suo governo.
Come si vede le potenze erano ben lontane dall'esser d'accordo. Il card. Bernetti, che non nascondeva agli altri ambasciatori la sua diffidenza verso la Francia, diceva pochi giorni dopo al Bunsen che lo scopo della garanzia, la quale avrebbe dovuto sopratutto legare le mani alla Francia, era completamente fallito (i)* In compenso il Vaticano serbava la sua libertà d'azione riguardo alle riforme, e continuava nella decisione di rivolgersi, ove ne avesse avuto bisogno, nuovamente all'Austria.
Il Governo francese, invece, non aveva ottenuto quasi nulla per le riforme, e vedeva nel futuro nn nuovo intervento austriaco che lo avrebbe posto in una situazione grave e imbarazzante, ma in cambio il principale scopo d tutto il suo affaticarsi in Roma: lo sgombro austriaco, era raggiunto, e dinanzi alla nuova Camera esso poteva vantare questo risultato come un grande successo.
(i) Disp. Bunsen, 13luglio fci -Geheimen Staatsarchiv - Berlin, Coli. cit.