Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <683>
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(rM muti del pontificato di Gregorio KV1 683
L impressione che un steUe regi me doveva produrre sui reazionari può scorgersi nelle lettere C-fee ij barone ISaratelli inviava, al card, Ber­netti.. H Basateli lagnoso per le sue idee reazionarie ed/ ianstriacanti. inviso ai liberali che sui fogli esteri lo Hccusavaiio di essere ima spia austriaca, aveva in questo momento il grado di incendente generale pontificio presso il Comando delle truppe Imperiali nelle Legazioni ; il Governo pontificio, pur senza fidarsene, lo accarezzava, assai proba­bilmente per far piacere all'Austria.
Nelle sue lettere il Baratelli lamenta il modo in. cui sono ammini­strate le Legazioni, e, non osando prendersela direttamente con il Le-gato* sé la prende con quelli che lo circondano. Il cardinale, secondo lui, si lascia raggirare ;ed ingannare da quanti lo circondano, Gfìrtìtìr nuando a .ritenere jjehe Otìlme siano le teste e le braccia, ottimo il si­stema, ottimi i risultati mentre la continuazione di un regime, che crea quasi una seconda capitale e un secondo Stato nello Stato, non può non produrre danni gravissimi (ì 1
Anche il card. Bei-netti riteneva pericoloso questo accentramento delle quattro province intorno a Bologna, accentramento che, secondo fui, preparava un distacco delle Legazioni da Roma. Fin dal 16 marzo egli presentava al Pontefice una relazione in JSU dopo aver insistito sui pericoli che il prolungarsi del governo del card. Oppizzoni presen­tava,; Riteneva urgente di divìdere nuovamente le quattro province, ma, notando l'avversione che si aveva in quei luoghi per il governo eccle­siastico, proponeva di nominarvi provvisoriamente dei prolegati laici (2). Le proposte del Segretario di Stato furono accettate, ma soltanto più di due mesi dopo.
Secondo il proposito manifestato dal card. Bernetti agli ambascia­tori, verso la fine di aprile; on solo le Legazioni, ma anche tutte le altre province furono invitate ad inviare in Roma delegati che espones­sero al Governo i bisogni e i desideri delle popolazioni.
(1) Arch. Segr. Vat. - Segr. di St. 165.
(2) Questa relazione si trova, tradotta in francese, nelle Mempìrès del Cotr-SALVÌ pubblicate da Cretmeau -JoTi (Voi. 1. p. 37 e sgg.). Il Silvagni ( La Corte e la Società romana nei secoli XVIII e XIX , II, p. 464. Roma, For­zarli, 1885) ne riporta uno brano, ma sembra interpretarla erroneamente come la proposta di un regime laico permanente per le Legazioni mentre Mi ;eard-dinale Bernetti insiste sulla provvisorietà della misura. Inoltre il Silvagni dice che il Segretario di Stato proponeva* mettere alla testa dei quattro presidi laici un cardinale, mentre dalla relazione risulta che era questa un'idea del Pontefice, a. cui il Bernetti si opponeva.