Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <685>
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Gli inizi del pontificato di Gregorio XVI 685
Leone XII aveva provveduto per il rendimento dei conti, ma con dei miglioramenti tali da assicurarne il funzionamento.
I delegati non mancarono infine di chiedere, affrontando una que-.stiòjffé più importante, che ai laici fosse affidato il governo delle Lega­zioni (ijh,
II card. Bernettt però poteva esser soddisfatto, e poteva scrivere al Baratelli che a; a gloria del vero nulla vi era fra le proposte che po' tesse dirsi indiscreto o men che sensato (2). Nessuno aveva avuto il coraggio di reclamare l'elezione popolare dei consigli comunali, nes­suno aveva parlato di istituti centrali eletti dalle province, né con voto deliberativo, e neanche semplicemente consultivo, non si era fatto pa­rola di costituzioni fondamentali, e di garanzia della stabilità delle ri­forme, ed anche per l'ammissione dei laici, i delegati, come abbiamo visto, si erano accontentati di chiederla egoisticamente per il solo go-vsnio delle Legazioni. Nessuno insomma aveva tentato òUfótaccare le leggi fondamentali dello Stato ecclesiastico.
Raccolte le richieste delle province, operazione che fu compiuta in: massima parte durante il mese di maggio, ricevute quelle della diplo­mazia col Memorandum, la Segreteria di Stato poteva iniziare l'opera delle riforme. Il principio fu segnato dalla notificazione del i giugno, che poneva fine alla missione del card. Oppizzoni e ristabiliva le quattro Legazioni separate come per lo innanzi. Due importanti innovazioni sembravano voler dare un principio di attuazione al Memorandum e alle richieste delle province: in. :oiasctmo dei quattro capoluoghi era no­minata una congregazione governativa ièomposta di tre persone, con voto deliberativo e, invece che dai cardinali legati, le province erano rette da prolegati. fàe;di quali erano laici e nativi delle province stesse, -in attesa di un regolamento giudiziario uniforme per tutto lo Stato ve­niva conservato per le Legazioni quello istituito dal card. Oppizzoni.
-impressione prodotta sugli ambasciatori da questo inizio di riforme fu, come abbiamo visto, ottima. Il Sainte Aulaire se ne mostrava addi­
ci) La deputazione di Forlì si esprime veramente a questo proposito;' ón molta prudenza e nebulosità. È notevole che le richieste più insignificanti siano quelle dei delegati di Bologna, che sono animati jn cambio assai più degli altri da uno spirito di municipalismo. La supplica tra l'altro dichiara che la città e provincia di Bologna rammenta sempre gli antichi privilegi di cui godeva avanti l'invasione francese del 1796. - ifch. Segr. Vat. * Segr. di St. 229.
(2) Lettera del Bernetti al Baratelli in data 7 maggio 1831 - Arch. Segr. Vat - Segr. di St. 165.