Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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Bice GamberaU
rittura entusiasta con il suo governo, dichiarandola un resultai immense * e vedendoci cori evidente esagerazione la quasi attuazione del Memorandum} il Bunsen, pift un parziale ed .anche iu' sagace osservatore Ste niMÉRlva anch'egli soddisfatto, ed i nomi dei consiglieri e dei prole gati gli sembravano bene scelti; non gli sfuggiva tuttavia un punto nero: il y a une seule parole qui détruira tout l'cffet de cette mes.urè, et cette parole clest le titre de. prolegat donne aux prèsidents lalques . Il pubblico vedÉà; :iffl ~(nejfr tifòfe twi secondo fine: l'intenzione che il nuovo regime non: sia eie provvisorio, e G( igiÉna- 0 poi li cardinali tornino a prendere i"-: lóro antichi posti f). Tali erano infatti le intenzioni del Governo; ì laici alla testa delle Legazioni non dovevano avere, e non ebbero, che il valore di itngt misura provvisoria.
<JJ Ferrara soltanto nulla veniva innovato: nei personale della congregazione governativa ivi esistente di eui restava perciò a capo* ggffl titolo di prolegato, un'ecclesiastico: monsignor Asquinij eccezione questa non priva d'impoEkna, quando si pensi che Ferrara, uMca tra le eitèà delle Legazioni, avrebbe consertato nella -cittadella una guarnigione austriaca, la e-ùn Sola presenza poteva tenere a freno gli abitanti, e che, accanto al proìegato, vi era tra i consiglieri il barone Baratelli. Ferrara insomma restava nelle Legazioni: come la rocca forte del Governo, Ionica in cui potesse fidarsi* ed infatti essa non prese parte all'agitazione delle altre province dopo lo sgombro austriaco e il governo potè raccogliervi truppe al comando del colonnello Zamboni,
I ferraresi non si mostrarono molto soddisfatti di questa eccezione che si faceva per loro, e la Reputazione di Ferrara che si trovava an? cora. a Roma protestò, n senza includere nulla (2).
II nuovo ordinamento dato alle Legazioni non aveva soddisfatto né i papalini,, .né; i liberali. I primi vedevano di marocchio dei laici alla testa delle Legazioni, e avrebbero voluto il ritorno puro e semplice dei cardinali e degli antichi si stenti; i liberali si mantenevano ferini nella loro diffidenza verso il Governo papale attendendo con scetticismo il seguito delle riforme. L'inviato del -conte di Saihte Aulaire, il conte di Saint Priest, che si trovava in quel momento a Bologna con l'incarico di persuadere gli abitanti elié; la Francia si interessava vivamente in prò' delle riforme, ma non [era affetto disposta ad incoraggiare nuove rivoluzioni, notava in Bologna da parte degli abitanti la ferma volontà
(1) Disp. Biniseli, 9 giugno 1831 - Geheimen Staatsarchiv - Berlin, Coli. cit. gi Lettera del Baratelli al Bei-netti r giugno 1831 - Arch. Segr. ijfàt* -Segr. di St. J65.