Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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Bice Gambàrale
sopra una gran superficie per via di semplici ordini partiti dal eapo*-luogo. Divìso io Stato in province di molto meno ampie delle attuali una nuova possibile ribellione si renderà tanto più difficilmente generale, quanti più sono i punti in cui converrà appiccare il fuoco per diffonderne l'incendio . Lo scopo insomma era una separazione di interessi fra provincia e provincia per poter più facilmente governare.
Ma poiché le province non potevano da sole sopportare i pesi ,lnanziarì che le gravavano, esse dovevano riunirsi in modo da formare, escluso il ducato di Benevento, cinque grandi sezioni, e così riunite avrebbero potuto più facilmente far fronte alle spese necessarie.
Un consiglio di Sezione, assai" simile nell'origine e nelle attribuzioni a quelli che furono poi, nell'editto 5 luglio, i consigli provinciali, era incaricato dell'amministrazione finanziaria di questo aggregato di province, le quali non avevano un centro comune se non durante la convocazione dei consigli sezionari. Il card. Bernetti chiedeva poi se fosse utile inviare in ciascuna Sezione un cardinale, o qualche altra SVH periore autorità, che non governasse, ina sorvegliasse soltanto l'andamento delle amministrazioni.
M. consigli sezionari il progetto del Segretariato di Stato concedeva un diritto importante: ciascuno di e5si avrebbe eletto un deputato che in Roma avrebbe fatto parte della Commissione incaricata di amministrare la Cassa di estinzione del debito pubblico, e della Congre> gazione di revisione dei Conti, istituita da Leone XII e che il Governo pontificio si proponeva, come fece infatti, di richiamare in vigore. Questa concessione sembrava veramente ardua >> al card. Bernejfcfeiv ma gli appariva come il meno che si potesse iarè a questo proposito, dopo il Memorandum. Ai consigli di Sezione sj concedeva anche il diritto di rassegnare al trono un'umile istanza per esporre i bisogni e i desideri delle popolazioni, ma senza potersi mai occupare che di oggetti, relativi all'amministrazione interna della Sezione.
La partenza delle truppe austriache intanto si avvicinava, ed appariva evidente ormai che non sarebbe stato possibile il protrarla oltre la prima metà di luglio. La questione dei mezzi da adoperarsi in caso di una nuova rivolta era stata lasciata in sospeso dalla diplomazia, per l'impossibilità di raggiungere un accordo; lo stato delle Legazioni invece era tale che tutto faceva prevedere una nuova rivolta. Il Pontefice con le proprie fòrze soltanto non era in grado ne di prevenirla, né di reprimerla. La rivoluzione di febbraio aveva dimostrato all'evidenza, aggravandoli ancora là debolezza e lo stato di dissoluzione dell'esercMo pontificio che aveva disertato in maggioranza per unirsi ai ribelli. Le