Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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691
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Gli infoi del pontificalo di Gregorio XVI 691
L editto del 5 luglio non era in gran parte se non un ritorno al sistema piano. I due primi titoli, riguardanti le delegazioni e i comuni, seguono quasi a passo a passo il motu proprio del 1816, da cui non si discostano se non per modificazioni particolari :et, no grande importanza, come per esempio i maggiori poteri concessi alle Congregazioni governative rispetto al Delegato nel governo delle province e agli Anziani rispetto al Gonfaloniere nell'amministrazione dei còrauniy e, più importante, la rinnovazione biennale di un terzo del Consiglio laddove nel motu proprio dal '16 la cariiea di consigliere era a vita, -amministrazione comunale veniva semplificata e migliorata col cessare di ogni ingerenza della Congregazione del Buon Governo, a cui fino al 1831 i comuni dovevano sottometterei preventivi e rendiconti, per l'approvazione definitiva.
L'unica innovazione impartante era quella cui era dedicato tutto il titolo: terzo, e cioè l'istituzione dei Consigli provinciali. Nelle attribuzioni essi assomigliavano ai consigli sezionar! del progetto del cardinale Bernetti, ma il diritto che a questi ultimi si concedeva, di inviare un deputato alla capitale, era scomparso; Aissai' probabilmente questa misura era parsa troppo innovatrice ai cardinali, e perciò pericolosa, tanto più che nell'editto del 5 luglio non si sarebbe trattato più di cinque soli deputati, ma di un numero assai maggiore. Anche dell'umile istanza che ai Consigli di Sezione era concesso di presentare al Sovrano, non troviamo più traccia.
L'istituzione dei Consigli provinciali era stata chiesta sia dalle Deputazioni giunte in Roma, sia dal Memorandum delle potenze. Ma i Consigli provinciali non erano che una parte di quella costituzione di cui il Memorandum aveva voluto tracciare le basi, i due punti principali quelli su cui il Vaticano si era mostrato incrollabile nella resistenza, ed a cui anche l'Austria aveva fatto comprendere la sua ostilità : i consigli comunali eletti dalle popolazioni e la Giunta centrale, non erano accettati; e veniva di conseguenza a mancare anche quella garanzia di stabilità nelle riforme che gli ambasciatori avevano giudicata necessaria, e che secondo il Memorandum doveva risiedere appunto in una o più istituzioni centrali. Né la richiesta ammissione dei laici alle altre cariche dello Stato .si vedeva apparine m questo editto in mi si tornava a parlare soltanto di legati e delegati ecclesiastici e donde appariva come i prolegati laici concessi alle Legazioni non fossero che una misura provvisoria.
In complesso l'editto 5 luglio iftteneva migliorie amministrative, perchè tali dovevano considerarsi il ritorno al sistema piano, e l'istitu-