Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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Bice Gambaale
zione dei Consigli pjnjvdiidali, raa non introduceva riforme politiche, quali i sudditi reclamavano e, dopo la conferenza diplomatica e il Me-morandum, avrebbero potuto anche sperare; essa doveva quindi apparire ai liberali, anche ai moderati, o come uno abbozzo imperfetto, o come una turlupinatura.
Anche il Bunsen non ne dava un giudizio molto diverso; egli scriveva; louable en plusieures de ses parties et excellent en quelques unes, il avait des fautes irréparables si grave, péchant surtout par la base (les élections municipales qu'il n'admet pas) que l'intérét qu'on pouvait y vouer était celui qu'on prend à un enfant né raort: hors d'é-tat de sloeeuper de són avenir, 011 ne peut parler qùe du malheur des parents tlj.:
Questo editto infatti che avrebbe dovuto portare la calma nelle Legazioni vi suscitò invece un'opposizione vivissima; i liberali non vollero riconoscere neanche i buoni germi di autonomia amministrativa per le province in esso conteuuti. Il prolegato di Bologna, il conte Camillo Grassi, non volle pubblicarlo, perchè, egli dichiarò al BarateUi, l'editto avrebbe suscitato una nuova rivoluzione.
I liberali, o per lo meno i più ragionevoli tra essi, si rendevano assai bene conto che una rivoluzione vera e propria, mirante alla completa emancipazione dal dominio papale, non era possibile. Le potenze europee avevano dichiarato chiaramente che non avrebbero tollerato la-distruzione del potere temporale; ma d'altra parte U loro intervento negli affari interni dello Stato pontificio era stato un incoraggiamento per i liberali. Essi interpretavano la conferenza diplomatica svoltasi in Roma e il Memorandum come una specie di patto il quale stabiliva un controllo costante'; dell'Europa sul Pontefice, un intervento continuo delle potenze tra questi e i sudditi. Le potenze avevano riconosciuto che il Governo papale aveva bisogno di serie e pronte innovazioni. Esse avevano garantito al Papa la sua sovranità, ma solo a patto che accordasse ai popoli le riforme necessarie;, > garantivano ai sudditi le riforme, purché non negassero la loro sudditanza al Pontefice. Quindi, finché i sudditi non trascorrevano ad aperta ribellione, e non disconoscevano la sovranità del Papa, essi erano nel loro diritto se chiedevano energicamente
(1) Disp. Bunsèn, 3,; settembre tip Geheiraen Staatsarchiv - Berlin, Coli, cit