Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <693>
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Gli mini (tei poniifitato di Gregorio* VI <S
le riforme promesse, e nessuna delle potenze sarebbe intervenuta cooo; di lOiTf tutte anzi li avrebbero appoggiati. L'Austria stessa non aveva forse accettato il Memorandum ? Essa non avrebbe prestato piiSi il suo aiuto al Pontefice se prima questi non avease eseguito le rilbrrae con­sigliate, e del resto la Francia non avrebbe permesso un secondo in­tervento.
E questo l'atteggiamento che i Usuali assumono nei manifesti, diretti al Pontefice, od ai rappresentanti delle potenze straniere in Roma, e negli opuscoli (tutti anonimi e stampati alla macchia, naturalmente) da cui, nonostante le proteste di fedele sudditanza, appare evidente so­pratutto l'insanabile diffidenza dei sudditi verso il governo, e in etriì balena, più o meno chiara, la minaccia della ribellione aperta.
E nonostante io sforzò fatto dei moderati per mantenersi nei limti( della legalità, i bolognesi e i romagnoli assumevano sempre più un at­teggiamento di indipendenza, menitre i più ardenti trascorrevano ad ec­cessi. Le guardie civiche rifiutavano di prendere la coccarda papale e, fatto più grave, dato specialmente le condizioni dell'erario pontificio, le tre province non inviavano più danari a Roma.
La posizione delle Legazioni era tale che i liberali pensavano es-setè questo o mai più il momento di dettare le proprie condizioni iail governo.
Centro dell'agitazione, a cui si cercò <M dare: un certo carattere di legalità, si fece naturalmrnte Bologna, dove fu deciso che le tre pro­vince avrebbero inviato alla capitale dei deputati incaricati di presentare al Pontefice i reclami e le richieste delle popolazioni.
Si trattava di ottenere l'assicurazione che le truppe pontificie non avrebbero occupato tg'Legazioni, e la sospensione dell'editto 5 luglio, per dar tempo alle popolazioni di esporre al Pontefice le riforme che si volevano.
Il card. Bernetti non rifiutò di ricevere i delegati incaricati di por­tare, a Roma questi << capitoli della resa da offrirsi al governo del Papa come dice efficacemente il Gualterio, non diede loro nessuna delle assicurazioni richieste, ma buone parole e mezze promesse. Rifiutò assolutamente di revocare l'editto 5 luglio, ma disse che i consigli pro­vinciali avrebbero potuto proporre modificazioni e migliorie al Ponte­fice, il quale non avrebbe rifiutato di ascoltare richieste espresse con questo mezzo legale.
I delegati cercarono anche di interessare alla loro causa l'ambascia­tore francese e quello prussiano, ma invano: il Saiate Aulaire e il Bun-sen si trovarono concordi nel dichiarar fermamente ai liberali che le