Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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697
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Gli muti'fai pontificato di Gregorio XVI 6yf
dotta dei bolognesi e del romagnoli, g consigliava la calma e la sajj tomissione.
Per evitare una nuova occupazione austriaca la Francia iiSKà su un'idea affacciata altre volte: di fare occupare le Legazioni da truppe sarde, ma il Piemonte, la cui politica era andata sempre .pie stringendosi all'Austria poiché la paura della rivoluzione la srincgya in questo momento su qualsiasi ambizione di ingrandimenti, ed anche sul desiderio di non "lasciarsi dominare dall'Austria, non era disposto ad accettare questa ardita offerta (i).
L'Inghilterra non aveva più in Roma alcun rappresentante. Solo l'ambasciatore prussiano insisteva ancora sulla; Giunta centrale, pur rendendosi conto che si trattava di impresa quasi disperata, data l'ostilità dell'Austria; il principe di Mettermeli infatti cui non garbava tale insistenza, se ne lamentò, a Berlino, e il Governo prussiano, che fino a quel momento aveva appoggiato il suo ambasciatore, e ne avevspstenuto l'idea della Giunta centrale, gli fece conoscere, ora le proteste del Mettermeli, dicendogli di appoggiare in tutto la politica austriaca.
Al Bunsen quindi impili restava altro che lamentare nei suoi dispacci la cecità del Governo pontificio che rifiutava di salvarsi, e lasciava i sudditi in un'alternativa senza uscita tra l'amministrazione corrotta e decrepita e le sostituzioni sovversive vagheggiate dai liberali, alternativa da cui soltanto il sistema delle autonomie locali e della Giunta centrale avrebbe potuto salvarli.
Egli stesso del resto riteneva che, al punto in cui erano giunte le cose, nulla era più possibile se non si imponeva prima ai sudditi quel rispetto verso il Governo che avevano completamente perduto (2).
La situazione nelle Legazioni, infatti, era divenuta tale da escludere ogni speranza di una soluzione pacifica; gli editti giudiziari dell'ottobre e del novembre erano stati accolti molto male, ed avevano accresciuto il disordine e lo spirito di resistenza. Il jjrolegato di Bologna si era persino lasciato indurre a sospendere, di sua iniziativa, l'applicazione dei nuovi regolamenti. Nuovamente nelle tre province si pensava ad inviare delegati nella capitale.
Ma questo tentativo fu. soffocato dal Governo con energia; all'atto Ijfrbitrario del prolegato di Bologna, che sospendeva di; sua iniziativa
(r) BIANCHI, Op. cit.. Ili, p. 112 e pp. 363-364; SILVA, Op. éiL, p. 178. (2) Disp. Bunsen, 18 dicembre jr - Geheimen Stàatsarchiv - Berlin, Coli. cit.