Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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699
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Gli ììpM dei pontificato di Gregaria ùV 6go
luogo perchè l'ambasciatore austriaco consigliava ancorai di sospendere la marcia (i);
Non possiamo sapere se i veri e soli motivi del principe! .di Mettermeli fossero quelli éne. egfó esponeva al Pontefice, o se non vi fosse piuttosto la segreta intenzione , aspettare che le cose giungessero agli estremi, per rendere inevitabile l'entrata delle truppe austriache nei domini papali. Abbiamo visto che i sospetti dell'ambasciatore francese giungevano sino ad attribuire all'Austria delle mene Segrete di eccitamento alla ribellione nelle Romagne; anzi, secondo il Sainte AulanjfLlij suoi- sospetti erano divisi dalla Cortèi-di Roma. Ma, aumentasse o no l'agitazione, agli occhi di tutti appariva evidente che, .ima volta decisa l'avanzata delle truppe pontificie si sarebbe giunti inevitabilmente ad Una nuova occupazione austriaca. Il Governo pontificio lo vedeva meglio di ógni altro, e sapeva che avrebbe dovuto ricorrere nuovamente al-l'AàtistEia.. poi<sh!è le sue forze non bastavano; lo sapeva fin dal giugno, quando tuli;, I ÌSUOÌ! sforzi al momento dello sgombro erano stai!diretti ad assicurarsi la libertà di ricorrere nuovamente all'Austria. Quindi, quali che fossero le sue diffidenze verso questa potenza, esso era. co stretto a, tenerle segrete-,, e a non fare "nessun movimento senssai essersi prima assicurato l'approvazione e t'aiuto di Vienna.
Le forze pontificie -Radunate a Rimini ascendevano a 5000 uomini, un altro migliaio di uomini erano in Ferrara, sotto il comando del <*. tonnetto Zamboni. Queste truppe erano state riunite dal giugno per mezzo dell'arruolamento volontario nelle province fedeli, ed erano' indisciplinate e male orniate. L'impresa di sottomettere:le Romagne con forze così insufficienti fu affidata al card- Albani, che veniva inviato nelle Legazioni col titolo di commissario straordinario.
Alla Francia restava solo la debole speranza che le truppe pontificie bastassero da sole all'impresa, o che i liberali si sottomettessero senza opporre resistenza. Il Governo francese decise di fare quanto era possibile in favore di questa probabilità, pensando ad appoggiare con una forza morale le deboli forze militari del Pontefice. Il 14 dicembre il Périer radunò ancora una volta gli ambasciatori delle grandi potenze, ed espose toro chiaramente le sue intenzioni di fronte agli avvenimenti nello Stato pontificio; l'unica concessione che la Francia poteva fare era di permettere che truppe austriache facessero delle manovre dimostrative ai confini delle Legazioni. Le potenze dovevano fare un ultimo
(!) Disp. Bunsen, 15 dieemfoi* ti8t - Gehelmen Staatsarchiv, Berlin, Coli. cit.