Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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701
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Gli inizi del pontificato di Gregorio XVI 701
menati dalla folla e gli Austriaci dovettero accorrere a proteggerli e a metterli in :salvp.
Ma questo secondo intervento non poteva esser tollerato pacificamente dalla Francia che si vedeva posta in una situazione anche peggiore di quella del marzo 1831.11 Périer rispose all'occupazione austriaca decidendo e attuando spi M'nunéa energia quella spedizione di Ancona che suscitò una vera tempesta diplomatica in Europa e che il Vaticano accettò di tollerare come fatto eompteo; .sol' dopo lunghe è spinose trattative.
Durante queste trattativa però, risorgeva, sollevata anche questa volta dalla Francia, la questione delle riforme Per attenuare la delusione che i liberali avrebbero provato dopo le speranze che la spedizione di Ancona aveva fatto sorgere iPérier poneva tra le condizioni dello sgombro la concessione di riforme radicali da parte del Pontefice,, e risuscitava la conferenza diplomatica del 1831.
Ma chi poteva più illudersi ormai sull'efficacia di questa seconda conferenza? Se l'anno precedente, quando le potenze sembravano d'accordo e le vere intenzioni del Vaticano non èrano ancora conosciute, si era potuto pensare di riuscire a qualche cosa, non era più lo stesso ora che la politica austriaca era divenuta chiara per tutti, e che il Vaticano aveva mostrato la sua irriducibile resistenza ai consigli delle potenze.
L'ostilità dell'ambiente in Roma era così ben sentito dagli ambasciatori che più di un progetto fu formato per trasportare in un ambiente più sereno la discussione delle riforme. Il principe Gagarin aveva avuto l'idea di aprire una conferenza a Vienna e di elaborare li un protocollo da sottoporre al Pontefice (. il Sainte Aulaire, scrivendo al suo Governo che era assolutamente impossibile negoziare le riforme in Roma, proponeva di scegliere un terreno neutro: Torino o Firenze. Il Barante, d'accordo col Sainte Aulaire nel ritenere inefficace qualsiasi azione in Roma, considerava la Toscana e il Piemontag troppo vicini e troppo soggetti ali'influenza vaticana, e consigliava Parigi o, se si voleva assolutamente una mMk italiana, Miano; jjz). Nessuno; di questi progetti andò innanzi, e nessuno del resto sarebbe stato rimedio efficace
(i) Disp, Bunsen, 13 gennaio 1832 - Geheìmen StaatsareMv - Berlin, Au-swartiges Amt., Sectìon I,. n. 75.
(2) BARANTE,. Ofi. è IV, p. 483 a 485 e lettera del Barante al Sebastiani 2-t marzo 18386;