Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <704>
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Pure vi fu un momento in cui lo stesso principe di Metternich tòni! ébe il Governo pontificio rìon mandasse ad esecuzione neanche le riforme già fatte, profittando di due avvenimenti del maggio 1832: la morte di Casimiro Périer, e la caduta in Inghilterra del ministero Grey cui era succeduto Lord Wellington. Il Metternich scriveva al Lutzow invitandolo ad insistere presso il Pontefice perchè le biforme fatte fos­sero applicate (I)Ì
L'ambasciatore russo e quello prussiano ricevevano dai rispettivi governi l'istruzione di appoggiare in tutto la politica austriaca (2), e il Bunsen che delle riforme aveva nel Memorandum tracciato le basi, che aveva più di una volta espresso l'opinione che bisognasse costrin­gere il Governo pontificio a salvarsi facendogli accettare per forza le riforme, ponendole cioè come condizione sine qua non della garanzia al potere temporale, si vedeva costretto a secondare una politica che aveva per parola d'ordine: niente concessioni. Egli constatava, scorag­giato, che nello Stato pontificio le cose andavano di male in peggio, che anche nell'amministrazione nulla era migliorato e che non si sa­rebbe riuscito mai a niente se non si cambiava tutto il sistema ;sy stèrne de centralisation sans ordre, système de fraude sans control, sy-stème de pillage sans pénalité ... Di ehi la colpa per il fallimento delle riforme? Cela dichiara il Bunsen vient des fautes qu'a commis 1*Autriche . Fin dall' inizio delle trattative diplomatiche la più potente e decisa nemica delle riforme era stata l'Austria; l'Austria ne voulut pas qu'on donnàt à Rome ce qu'elle croyait devoir refuser à Milan, et reprimer à Naples et 1 Florence, voila toute la vérité . Ma queste convinzioni personali del Bunsen non impedivano che egli dovesse ob­bedire alle istruzioni del Governo prussiano, e alla Francia rimaneva soltanto l'appoggio dell'Inghilterra.
Si aggiunga a questo che anche gli altri governi italiani erano di­venuti sempre più ostili alle riforme, pronti a sostenere e all'occorrenza ad incoraggiare la resistenza del Vaticano, a cominciare da quello pie­montese, in cui il Barante notava da un pezzo il progressivo prevalere di una politica strettamente conservatrice e austriacante (3). L'Inghil­terra era riuscita ad ottenere che da Torino si inviassero al Marchese
(1) RterrERNiCH, Op. ai., V, p. 339 e sgg.
(2) Disp. Bunsen, 29 aprile 1832; Vedi anche METTERNICH, Op. ciL, Di­spaccio al LuUow 19 maggio 1832.
(3) Ssfe ricordi che l'anno precedente il Barante sperava invece che il Pie­monte potesse esser di qualche aiuto alla Francia nella conferenza diplomatica.