Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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705
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Gii inizi del pontificato di Gregorio XVI MS
Crosa istruzioni di appoggiare in Roma l'azione di Lord Sèymourj; ma Il Barante era molto scettico sulla sincerità di questa coopcrazione sarda. Il conte de La Tour sì ièi 5postìaQ contrario alle riforme domandate dall'Inghilterra, e la sua opinione sgra condivisa da tutff gli altri governi italiani, ognuno dei quaìi- si spaventava al pensfept che l'esempio dello Stato pontificio, ;se tali riforme fossero state adottate, avrebbe potuto trascinarlo per la stessa via (t).
Su un punto soltanto sembrava che Ficj*;;d AiistìÉjt potessero trovarsi d'accordo* l'amministrazione laica e separata da darsi alle Legazioni., Vienna non avrebbe visto con dispiacere che le quattro province si staccassero a poco a poco dal Governo centrale, poiché pensava che, prima 0 poi, esse avrebbero finito col gravitare vSo i suoi possessi in Italia (2),
Ma, per sospetto appunto di queste mire austriache, la Francia proponeva un accentramento a Bologna non completo ma limitato ad alcuni riami soltanto dell'amministrazione. Tanto il progetto austriaco quanto quello francese caddero però di fronte all'opposizione del Vaticano, che a nessun patto poteva acconsentire ad una tale autonomia per una parte dello Stato, e che all'occasione sapeva resistere ancHé all'onnipotente principe di Mettermeli.
Una riprova di questo fatto l'abbiamo nell'accoglienza che ebbero in Roma le insistenze del Cancelliere austriaco sulla prammatica* i cardinali rifiutarono di giurare un simile atto, il Pontefice tentennò, mandò la questione per le lunghe e finì col rispondere che per il momento nulla di simile gli sembrava possibile, perchè sarebbe parso strappato al Governo pontificio con la costrizione; promise, tuttavia ènfe avrebbe fatto una pubblicazione solenne delle misure legislative emanate durante il suo pontificato, e poi non ne fece più nulla (3).
La conferenza di Roma era ormai ridotta alla più completa impotenza e tutti sentivano l'inutilità di prolungarla. L'Inghilterra, visto che nessuna delle sue richieste aveva speranza di esser presa in considerazione, e che la sua azione in Roma era perfettamente inutile, comprese
(1) BARANTE, Op. cn.iy IV. Lettere del Barante al Sebastiani 7 e 25 aprile 1832, p. 501 e 504.
(2) Dispacci Btmsen, 29 aprile in Appendice 2-5 giugno 1832 - Geheimen Staatsarchiv - Berlin. Auswrtiiges Amt. SectiDne iì, ìtalien, 11. 5 'é!É anche il breve accenno del SILVA, Ofi. cif.., p. 2241
'{ Disp. Bunsen, 9 giugno 1832 - Geheimsn Staatsarchiv - Berlin. Auswar* tiges Amt. iSesitiiian I, Bàlen* ni; 75. SÌEERNI, Op. cit., I, p. 232.