Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <707>
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Gli inizi del pontificato di Gregorio XVI f
pontifìcio era privo di qualsiasi forza materiale e morale e di qualsiasi autorità sulle due provincie. Le nomine dei consigli erano rimaste per­ciò in piena balìa dei liberali, e le liste inviate dai prolegati alla Se­greteria di Stato, e da questa approvate, erano state opera loro.
Prima eura del Governo appena ristabilita la sua autorità sulle Provincie fu di mutare i prolegati laici, di cui aveva avuto poco a lo­darsi. Il provvedimento, su cui l'Austria vivamente insisteva, fu affidato al card. Albani- Questi avvà proposto addirittura di porre fine al re­gime provvisorio instaurato nel giugno 1831, e di nominare senz'altro dei prelati al governo delle provincie. Sento egli scriveva da Bo­logna il 22 febbraio che S. Santità inclinerebbe a nominare dei prelati come io avevo proposto, ma che la scarsezza dei soggètti che abbiano tutte quelle prerogative che sono necessarie, La induce a dif­ferire la esecuzione di questo progetto a momento più opportuno. Il guaio però si è che, anche fra i secolari vi è poco da scégliere, e per­ciò, non mai per oppormi alla maniera di vedere di Nostro Signore, ma non trovandosi in tuta classe ciò Che manca nell'altra mi parrebbe preferibile quella che più si accosta alla natura del nostro governo (1). Ma il Bernetti non volle accettare questa proposta", e in risposta alla lettera dell'Albani egli scriveva: Il S. Padre oltre il motivo di cui mi valsi con Lei nel parlarle di questo argomento altra volta, ne ha degli ulteriori ben più gravi per astenersi dM destinare almeno per ora de' Prelati o de' Cardinali al governo di coteste Province .2;) >>. Quali erano i gravi motivi cui accenna il Segretario di Stato? Probabilmente la misura consigliata dall'Albani doveva apparirgli prematura e peri­colosa dato che la prima riunione dei consigli'provinciali era prossima e poi non bisogna dimenticare che proprio in questo periodo Francia ed Austria proponevano in Roma un'amministrazione completamente laica per le quattro Legazioni. Il Bernetti approvò invece una misura intermedia, proposta anch'essa dall'Albani, e cioè di dare ai nuovi pre­sidi delle province il titolo di facenti funzioni di prolegati per pre­parare la via al ritorno degli ecclesiastici Q,
Questo mutamento dei prolegati era un primo passo per un'altra misura più grave che il Governo si proponeva di compiere: la riforma dei consigli comunali nelle dtrè provincie di Forlì e di Ravenna. Biso-
(r) Arch. Segr. Vat. Segr. di St. 26,
(2) Lettera del card. Bernetti al card. Albani, 25 febbraio 1832 - Arch. Segr. Vat. - Segr. di St. 26.
(3) Arch. Segr. Vat. - Segr. di St. 26.