Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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Bice Gamberale
goava affrettarsi poiché in Ravenna già sii erano compiuti in gran parte nel febbraio i comizi distrettuali, e sì cominciavano ad inviare alla Segreteria di Stato le cerila per le nomine dei consiglieri provinciali.
Questo ponewa- ini serio imbarazzo il Governo. Il Pontefice aveva pia volte dichiarato che sola via legale per far giungere al trono suppliche e .richieste erano i consigli di provincia, e si era valso di questo per respingere le deputazioni di Bologna e delle Romagne, e per far constatare all'Europa tutta, l'insolenza e l'ostinazione dei ribelli che preferivano servirsi di vie illegali e rivoluzionarie, offensive per la sovranità del Pontefice. Ritardare molto le nomine, dopo la presentazione delle terne, significava dunque esporsi all'accusa di mala fede, ma il lasciare che i consigli provinciali si radunassero avrebbe reso assai più difficile quella specie di colpo di Stato che il governo si proponeva rispetto ai consigli comunali. Il Bernetri scrisse dunque all'Albani esponendogli questo stato dì cose, e sollecitando la riforma, e il card. Albani si atìrettò a sospendere tutte le operazioni relative ai consigli provinciali, con una circolare ai prolegati (
Le nuove liste dei consigli comunali non furono però pronte che nel maggio, e il card. Albani le inviò ai prolegati facendole seguire il 26 da una circolare in cui si diceva che i consigli istituiti nell'ottobre 1831 benché muniti della sovrana sanzione non erano in perfetta corrispondenza con le disposizioni dell'editto 5 luglio, e che bisognava considerarli come tìitìflìi. I consiglieri che non erano compresi nei nuovi elenchi dovevano cessare subito dalle loro funzioni; si doveva notificare questo a ciascuno degli esclusi personalmente (2). Si voleva così evitare il più che possibile proteste collettive e tumulti. I nuovi consigli dovevano installarsi immediatamente.
Ma, nonostante queste precauzioni, la resistenza ad una misura così illegale ed arbitraria non mancò e fu anzi più seria e lunga che il Governo non si aspettasse: la magistratura di Faenza protestò violentemente, e si dimise resistendo alle insistenze del prolegato, quella di Ravenna rifiutò di presiedere il nuovo consiglio. Lo stesso avveniva in Forlì, dove anzi i liberali riuscivano con la violenza ad impedire, il 2 giugno, la riunione del nuovo consiglio, mentre gli antichi consiglieri
(e) Dispaccio riservato Bernettl ad Albani in data 21 febbraio 1832. Circolare Albani, p febbraio ai prolegati - Arch. Segr, Vat. - Segr. di St. 29.
(?) Disp. Albani a Benietti, maggio 1832 - Arch. Segr. Val. - Segr. di St* 29.