Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno <1927>   pagina <709>
immagine non disponibile

Gli inm M poniijìtw di Gregorio XVI 709
inviavano una protesta del Pontefice contro il card. Albani. L'editto 5 luglio, essi dicevano, aSféva stabilito che dopo la .prima insfai Iasione i consigli comunali si rinnovassero aia sé stessi per bienni; come poteva dunque il Sovrano scioglierli a suo; arbitrio senza violare la legge da lui emanata? Q3-
L'agitazione minacciava di estendersi agli altri comuni, e dì creare al Governo seri imbarazzi non tanto per le proteste dei liberali quanto per la pusillanimità dei nuttt! consiglieri che, intimoriti, inviavano in massa le loro dimissioni 0 non si recavano ai consigli, sì che .questi non potevano riunirsi per mancanza di numero legale, mentre le magi­strature rifiutavano di presiederli S. In Cesena non si osava neanche diramare le nuove nominej per paura che non s seguisse l'esempio dei
comuni maggiori.
Era necessario soffocare al più presto la resistenza, per rendere possibile l'installazione dei nuovi consigli e il ritorno alla vita normale dei comuni;; il Governo che non poteva ormai più indietreggiare, si mise all'opera con un misto di rigore e di lusinghe. Misure militari fu­rono prese con l'aiuto delle truppe austriache; le magistrature che m* vano protestato e si erano dimesse vennero arrestate e ne furono no­minate altre provvisorie, e, poiché i membri di queste rifiutavano per paura>-{ il card. Albani, di passaggio per Faenza e Forlì, cercava per­sonalmente di persuaderli e rassicurarli, e sottoponeva quelli che per­sistevano nel rifiuto ad una multa giornaliera, ritenendoli responsabili dei danni che dal loro rifiuto derivavano al comune, In Forlì si fecero anche degli arresti tra coloro che avevano impedito il 2 giugno la con­vocazione del nuovo consiglio
Ma questi provvedimenti di rigore vennero presto temperati, poiché sembrava al Bernetti impolitico procedere con severità verso i nuovi consiglieri e le magistrature provvisorie, e inimicarsi così i pochi che non erano ostili al Governo * trattandosi di paesi egli scriveva al Brignole nei quali sogliono dirsi buoni quei eie ritengono inoperosa-
(1) Ardi. Segr. Vai. - Segr. di St. 29. Vedi anche VICINI, LO Stato potè* lieo delle quattro Legazioni e la sommossa di Forlì nel i32<
(2) L'atteggiamento pauroso dei papalini impensieriva H Governo. Monsi­gnor Brignole, V. Commissario delle Legazioni, scrivendo al Bernetti lamentava che il Governo' fosse privato del suo. appoggio naturale: 1 buoni sommini­strano ben poche prove di fiducia ali .fcerntt, U quale dovrebbe d'altronde poter calcolare sulla loro cooperazione . Lettera 8 giugno 1832. Arch. Segr. Vai. - Segr. St. 29.