Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ; GREGORIO XVI
anno
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1927
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pagina
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715
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Gli ifthi del pontificato di Gregorio XVI .7-1-5
sione del potere temporale in un futuro assetto d'Italia, e che per un momento trascinò lo stesso Pontefice nella sua illusione. Le idee politene dei liberali nel 1 erano scarse e superficiali; non vi era una chiara coscienza del line da raggiungere e dei mezzi da adoperare, e mancava, anche tra i moderati, lo studio e la comprensione delle condizioni d'Italia, e di quelle dello Stato pontificio in particolare.
Né l'impulso che veniva dall'esterno era tanto forte da supplire a queste deficienze interne, poiché veniva dalle potenze europee, miranti ciascuna ai propri interessi, in disaccordo perciò tra di loro, e noncuranti del vero benéidd sudditi pontifici.
Per la sua origine e per la sua natura, quindi, questo tentativo non racchiudeva in fé molti elementi di successo, ma esso venne inoltre a cozzare contro due ostacoli tali da infrangere anche un impulso assai più forte: la resistenza del Vaticano e l'ostilità dell'Austria, di quella cioè tra le potenze che, direttamente o indirettamente, dominava in quel tempo tutta l'Italia.
Del tentafàvo fallito del 1831 rimasero il Memorandum e la protesta inglese, resa pubblica da Lord Seyrnour, a documento dei mali di cui lo Stato pontificio soffriva, e del riconoscimento solenne che essi avevano avuto dall'Europa; e se le potenze europee, cessati i momentanei Mteress che le avevano spinte ad intervenire negli affari interni dello Stato romano, dimenticarono ben presto e 1' uno e l'altro, non li dimenticarono invece i liberali, che se ne valsero poi in ogni occasione per invocarli a -sostegno della giustizia della loro causa.
BICE GAMBERALE.