Rassegna storica del Risorgimento

1799 ; FRA DIAVOLO, PSEUD. DI MICHELE PEZZA ; CASTELFORTE
anno <1927>   pagina <721>
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Il 1JQ9 a Castel/arte e la pretesa strage di Castellonorato 721
Un elenco di diciannove vittime riporta sotto la data 25-26 marzo il citato Libro dei mòrti dì S. Giov. Battista di Castelforte (i> Sono gli stessi due giorni in cui la limitrofa Traetto soffri l'eccidio di circa ottocento persone* di cui 349 Traettesi (2)'* Non è una fortuita coincidenza; si deve pensare piuttosto a umazione combinata della le­gione polacca comandata dal generale Dombrowski, allo scopo di sni­dare le bande di Scarpiìlì dai due paesi finitimi; e forse proprio in quella circostanza peri il capo battaglione Tremo.
Castelforte era un borgo capace di opporre una tenace resistenza. Contro la cinta delle sue mura, dominate da una maschia torre ret­tangolare a cui solo il fulmine ha , potuto aprire una falla in questi ultimi anni, e difesa intorno da torrette rotonde alcune delle quali sussistono nel lato sud-ovest trasformate ad uso di abitazione, dove­vano infrangersi gli sforzi accaniti degli assediami. Dopo ventiquattro ore la terra murata che aveva resistito fortiter proeliando cedette alla forza soverchiarne delle soldatesche. Fu saccheggiata e data alle fiamme. Neppure la chiesa venne risparmiata a scelestis et impiis hostibus . Vuole la tradizione che lo scóntro terribile con le truppe gallo-polacche si ebbe là dove si aprivano nella muraglia una prima e una seconda porta, di cui ancora si vedono l'arco e gli stipiti. Il luogo è denominato la chianca e il nome si riporta dai più W 'quel conflitto (3). Secondo la stessa tradizione, i nemici caduti furono get-
medievalì (Codex Diplomaticus Cajetattus, 1, 90, a. 954; II, 283 e 294, a. 1158 e 1170) e conserva un'alta torre rettangolare, posta sulla stessa linea della torre di Castelforte e del diruto castello di Sujo*
Non voglie) tfeere, offrendosi l'occasione, che un altro dipinto del Mattei, firmato e datato 1783, è in ;. Caterina di Castellonorato. Con vivezza di colori e di movimento rappresenta la Vergine col Bambino il quale pone l'anello al dito di S. Caterina; a destra, altra Vergine con in fondo una torre; a sinistra, S. Nicola con altro santo e coro d'angeli in alto. Sul Mattei, che operò a Efsfv pòli negli anni 1784 e 1788, vedi W. ROLFS, Geschichte der Malerei Neapels, Leip­zig, Seemann, 1910, pp. 260, 269, 336.
(1) Due vittime si ebbero pure nei casati [Lìber tnortuorum dei SS, Cosma e Damiano, pp. 42-3). I nomi degli Scarpitti, caduti nella lotta, sconosciuti perchè forestieri, non sono registrati.
(2) Rimando alla mia monografia // IJ99 a Traetto ecc. Tita gli Scarpitti morti combattendo a Traetto e sepolti nella Collegiata di S. Pietro sono quattro Castelfortesi, dei quali ci dà notizia il parroco di S. Gio. Battista nel Labro dei morti.
(3) CHIANCA (banco da macellato) è dal basso lat. ptanca, e chianchìero