Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; VENEZIA
anno
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1927
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pagina
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725
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Pai/otti, sirìaci su Venezia, nel 1849 725
citta se-felle, resistette magnificamente a lungo alle nemiche minacele e non sotto di esse piegò il capò) Ma solamente perchè vinta da due avversari invisibili e indomabili: il coler*e!la faè. Avessero le più ricche città d'Italia mandato maggiosi aiuti ìa danaro, avessero meglio inteso quanta parte dell' italiana libertà era salvaguardata nelle nostre lagune, e i destini forse, fin d'allora, avrebbero presa lina via diversa]
Ma ritorniamo agli apparecchi aerostatici. Uir luglio un nostro órulotio, appiccato alla fregata nemica Venere, per poco non la distrusse, cagionandole del danno e molto spavento nella flotta, secondo la confessione d' un ufficiale austriaco (1) il quale affermava salva la fregata solamente per opera della divina Provvidenza, disperata la condizione di Venezia che ricorreva.,, a mezzi cotanto vili. L'Austria invece, nella sua guerra, non mancava dei riguardi più delicati ed era generosa assai. Rispetta, nota mordacemente un contradittore del su ricordato uffi-ziale, i diritti dei popoli: il che, però} non le impedisce di dar mano generosamente alle bombe, così in casa propria come in quella d'altrui. Ella può bombardar Bologna, bombardar Ancona, dopo aver bombardato Brescia, bombarda la Laguna nella aspettazione di bombardar Venezia: ell'arde, diserta le città, fa -scempio crudele del popolo, ma non commette cosa bassa ed indegna e rifiuta i brulotti . Ma lasciata la ironia da parte, il contradittore ricorda ancora come contro il Ponte della laguna, che pesa di tutto l'enorme suo peso sul cuore paterno della giovine maestà del loro Sovrano gli Austriaci appunto si erano valsi per primi dei brulotti... fórse per dar fuoco ai marmi del fatai monumento , Come mai, adunque, diventava vile in mano nostra ciò che era lecito in mauo austriaca ? << Ma in noi era il coraggio di condurlo in mare sotto a una (regata nemica, con grave pericolo dei marinai. Ad essi non costava che il disturbo di affidarlo alla corrente dell'acqua che doveva guidarlo indubbiamente al Ponte. A chi la traccia di viltà? .
Dal brulotto al pallone era breve il passo: incendiario 1' uno, incendiario l'altro, ma il brulotto era rivolto contro forze pugnanti, i palloni, invece* contro inermi cittadini senza difesa alcuna i primi sono ovvii tormenti già noti ed usati con ottimo effetto nelle lotte marittime, i secondi una preziosa invenzione austriaca, altrettanto nuova, quanto ridicola e vana .
Il mio lettore, forse, è curioso di sapere come mai tali palloni, precursori dei moderni dirigibili ed aereoplani, fossero formati. La Ga-
(1) Vedi // mondo nuovo, Venezia, 20 luglio 1849, N. 142.