Rassegna storica del Risorgimento

BORRELLI PASQUALE
anno <1927>   pagina <728>
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Ersilio Michel
sero anche dall'uditore della Nunziatura in Firenze? e sfinza che fosse tolto ogni impedimento che potrei trovar ne* confini. Io prego adunque la bontà di Vostra Eminenza Eccellentìssima a voler dare il doppio ordine che perciò è necessario, e che le mie circostanze.! fan bramarmi con la maggiore urgenza possibile. Mi- saa dato in tal guisa di venire ad ammirare e godere quel pio e saggio governo di cui la fama è già diffusa nelle regioni lontane e < cui la posterità parlerà con ammira­zione e piacere.
In attenzione di questa grazia, e dietro il bacio della sacra por­pora, io passò intanto a segnarmi col più profondo rispetto
Di Vostra Em. Ecc. umilis. devotis. e obbL servo vero
Firenze 6 settembre 1824.
PASQUALE BORRELLI >>
Questa supplica veniva rimessa il 9 successivo raccomandata con le più vive premure all' E.mo cardinal della Somaglia dal Principe di Piombino; ma sebbene fosse anche corredata della lettera scritta il 29 maggio dello stesso anno dal ministro De Medidì al marchese Fu-scaldo, ambasciatore napoletano presso la Santa Sede, per informrlo che da parte del R. Governo non si poneva alcun ostacolo alla dimora dèi Borrelli nello Stato Pontificio,, non incontrò favorevole accoglienza dalla Segreteria di Stato. Già troppo numerosi erano gli esuli napole­tani in Roma e già più volte nei mesi precedenti si erano ricusati si­mili passaggi da Firenze e da altre città dell* Italia Media o Superiore. Nel giugno precedente si era data una risposta ugualmente negativa a Giacomo Misco di Benevento, per il quale si era interessato perfino 1' E.mo Pacca, cardinal Camerlengo, e la ragione del rifiuto veniva così specificata : Essere cosa impolitica e pericolosa di moltiplicare in que­sta città il covile ''' esseri perniciosi alle buone massime dei sudditi pontifici e forse anche alla pubblica tranquillità jt
ERSILIO MICHEL
(1) ARCHIVIO SEGRÉTO VATICANO. Segreterìa di Statù, 165. Polista, a. 1824, nn. 3*670, 58483.
Nello stesso anno (giugno) al Borrelli non era nemmeno consentito di re­carsi ai Bagni di Lucca. ARCHIVIO DI STATO. LUCCA. Buon Governo, a. 1824, n. 56.