Rassegna storica del Risorgimento

PELLICO SILVIO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI
anno <1915>   pagina <281>
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UÌI decennio d'amicizia tra Mkaw Pelìlico, ecc. 281
Torino. U marzo '34
Pietro mio,
Appena avuta ier Valtro la foia caia lettera da Napoli, andai u por­tar notìzia di te a tua sorella e le lassi ciò che mi scrivevi.,- tranne la menzione di ciò che avrebbe inquietata e clie inquieta pur me. Spero che con regime rinfrescante avrai rimesso in calma il tuo povero san­gue. Facesti bene a non più tentare il mare.1 Conosco nn poco: :irove-stìiainenti di stomaca che dà ; li provai, ma non per altro gravemente, traversando nna Volta dalle foci del Po a Venezia, e con tal crescente furia di-venti, che dovemmo fermarci e gettar trancerà per tutta la notte a Chioggia.2 Ma io allora seguii il consiglio di giacer supino du­rante la tempesta, e ìfipii patii molto. Per altri sarebbe nn male di nes­suna conseguenza pei te no, stante l'azione elio i vomiti possono pro­durre sul sangue. Or sono impaziente d'intendere cline tu sia di nuovo in buona salute, capace di godere una seconda volta Roma. Ali ! quelle cerimonie della settimana santa, che stupenda coso debbono esaere ! Quanto cara ti; saranno ! Vorrei poterle vedere aneli' io, ma dacché non posso,, mi rallegro che le vegga tu. T'immagino là, accanto forse a quelle piissimo anime dei Barolo, assorti tutti e tre nello stato più; religioso e più poetico che dar si possa. Sareste pur brava gente se allora vi ri­cordaste un momento anche'(ti me, e pregaste eli'io mi santificassi co­me vo ;per avere uu giorno ad ammirare insieme quei Templi del Pa­radiso, di cui il gran tempio di 8. Pietro non è se non picoiola im­magine. Or se vuoi eV -io; 'ti pivelli di Torinof.AÌté>-jlSElO Scarpa ge­neralmente piace, dm un predicatore Forlivese attrae molta udienza a S. Dal mazzo, chr io a tutti; preferisco il gesuita P. Minwi che sol­tanto predica la domenica nella Chiesa do!? Si1 Martiri; II dua di Ge­nova; e stato ammanito risanò. La città ha sempre molti ammalala, e en'attribuisce la copia, non so poi perchè, al troppo beli' inverno.8 Mi
1 L'aveva tentato infatti là pruina volta, andando da Gtvltaveoohia a Na­poli, durante- una fiera tempesta: .per età, com'egli racconta ael suo Diario, aveva ho/t'erto molto il mal di mare e aveva dovuto stare per quaranta ore di giano.
* Fu nel settembre del 1920 ; e quel viaggio!! JPcllìco descrisse; In un sna lettera datata dal bastimento V'H/rldàno, 30 settembre 1830 , che fc'u l'ul­tima scritta da Silvio, aucotfpero, al fratello Luigi ; cfr. 1. RIWHUI,. Della vita e lìcita vpcrn di Silvio l'ellioo. J)a Ultter* e-àocununU twetfH. Torino, Streglio, 1898, voi. pp. '102-6.
a Godo un beli' inverno , aveva già aortite feìatti tt EeHico allo stesse Santi Rosa F8 febbraio, che non ha mal veduto i) libile Ne loggia, uè neve,