Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; MUSEI
anno
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1927
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737
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Recensioni
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il libro del Rampoldi giova sopratutto alla tesi sostenuta da Antonio Monti, e conclude ad una dimostrazione dell'effettiva partecipazione lombarda alle fatiche del riscatto nazionale, e, se mai, la manchevolezza di qualche contributo è da considerale sotto l'aspdtto nuovo di un'impossibilità creata dalla politica piemontese. S'intende che il Rampoldi parla, quasi esctusivamente, di Pavia e del suo contado, ma di riflesso getta qualche luce su tuìttò l'atteggiamento lombardo, e su le sue capacità. Particolare attenzione ha dedicato VA. allo studio di moti giovanili in Pavia; né possiamo rileggere senza interesse le pagine dedicate all'Ateneo, si che appaiono più vere le parole di Tulio Massarani: Quella Pavia, quella sua Università, quei suoi Collegi, furono senza dubbio dei primi e più potenti forniti dì riscossa per la grande generazione lombarda, del Quarantotto .
In questo pensiero è anche il fondamento ispiratore di tutta l'opera storica illuminata del Rampoldi, di cui il volume postumo non è che una mirabile conferma e, insieme, un ultimo dono.
CARLO M QUANDI
LUISA GASPARINI, Una grande pagina del valore Italiano, {nuovi documenti sulla campagna di Russia del 1812), in: La Lombardia nel Risorgimento Italiano, giugno 1927 pp. 134.
È noto che le grandi perdite subite d'agli italiani nelle guerre Napoleoniche e in particolar modo nella campagna di Russia, costituirono una delle cause (e psicologicamente non la minore) di opposizione antifrancese a Milano, in Lombardia, nell'Emilia.
Dopo le ricérche fortunate del Romano, lo studio della Gasparini viene a recare un contributo nuovo e di notevole interesse per la conoscenza della partecipazione italiana alla Grande Armata e sopratutto dello stato d'animo dei nostri ufficiali e soldati in quell'anno fortunoso di guerra.
Le fonti di cui la Gasparini s'è giovata sono costituite da lettere inedite di Giuseppe Bignami, Giuseppe Casolari e Carlo Fontana, conservate nel Museo del Risorgimento di Milano e nella Biblioteca Ambrosiana. Dono e valore di queste missive; l'immediata e sincera espressione dell'animo degli scriventi , così che la parabola psicologica dei soldati italiani in Russia appare in tutta la sua chiarezza.
Un punto che viene assai bene illuminato da queste nuove ricerche è quello che riguarda la ritirata famosa: la Gasperini ha dimostrato ciò di cui già si aveva sospetto: che la marcia a ritroso fu iniziata nell'equivoco favorendo VìÙ-lusione che l'esercito napoleonico vittosioso operasse una conversione su Pie* troburgo allo scopo, ;di annientare definitivamente la potenza russa.
Un altro documento finora ignorato,; una lettera del Ministro della guerra Fontanelli al Viceré Eugenio, con la risposta di questi, ci illustra un momento critico del Crepuscolo napoleonico in Italia. L'imperatore chiede nuovi sacri