Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; MUSEI
anno <1927>   pagina <738>
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fici di vite; Eugenio si oppone: l'amore per U popolo prevale su la preoccu­pazione dell'aiuto chiesto da Parigi.
Accanto a queste incertezze, domina sovrano l'eroismo dei soldati del nuovo regno; finalmente l'esercizio delle armi è ripreso: oggi per lo straniero, domani contro Io straniero, per la difesa e il riscatto della Pallia.
C. M.
ViORA MARIO, Le costituzioni piemontesi (leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna 1723. 1729, 1770). Storia esterna della compilazione. Torino, Bocca, 1928, 8 pp. 376.
Quelle costituzioni durate sino alla codificazione albertina del 1840 sono uno dei principali tìtoli di gloria di Vittorio Amedeo II che le promulgò. Anzi
10 Sclopis, il Fertile, lo Schupfer le considerano come un avviamento a quella co­dificazione, e quindi come le precorritrici delle idee e riforme del Risorgimento.
11 Viora, con dottrina profonda ed acutezza non comune d'ingegno le studia sin dall'origine, ne raccoglie in uno esame novissimo la preparazione, gli studi che le sostituirono alla precedente legislazione, ne discute il valore e gli effetti, ma non conviene su quella sentenza. Egli ritiene che non furono se non una delle consolidazioni, o redazioni sistematiche di leggi vecchie solite a compa­rire prima della Rivoluzione francese, come tarda imitazione della legislazione statutaria antica, redazioni di leggi per lo più antiquate delle quali scarsissime trovarono posto nella ulteriore evoluzione del diritto.
EUGENIO CASANOVA
MORANDI CARLO, Idee e formazioni politiche in Lombardia del 1748 al 1814, Torino, Bocca, 1927, 8 p. 348.
Uno dei massimi elementi costitutivi del nostro Risorgimento è quel libe­ralismo che si afferma in piena vitalità nella seconda metà del secolo XVfJI un pò da per tutto in Italia, ma particolarmente in Lombardia. Nato dall'agri­coltura e dalla minuta proprietà fondiaria che avviano le menti verso nuovi pro­blemi economici, sociali e politici, quel movimento cresce di pari passo col pro­gresso delle idee e della coltura e attrae a sé la parte più istruita dell'aristocrazia che delle nuove dottrine si fa bandi tri ce. Aspira alla libertà civile, alla quale è d'inciampo la dominazione straniera che su tanta parte d'Italia si estende, e mira di giungere alla libertà politica, all'indipendenza e forse anche all'unità. In tutto quel processo, nel quale s'intrecciano idee nuove nostrane e straniere, differenze di ritmo e di appetiti, si manifestano i primi barlumi delle varie cor­renti potitiche, che terranno il campo nel secolo seguente, si svolgono i primi tentativi liberali e costituzionali, si affaccia il primo accenno di differenziazione dei partiti politici e in seno al grande movimento liberale, per finire colla co­stituzione di un partito italico, che si svilupperà durante la Restaurazione. Tutto quel travaglio recondito è minutamente studiato dal prof. Morandi nelle