Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; MUSEI
anno <1927>   pagina <742>
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Recensioni
omissione poteva .gettare una. lutee non simpatica sull'opera ardente di quegli isolani nel periodo della nostra rinascila ed ebbero- lo scopo precipuo dì pre­cisare date e fatti secondo fonti manoscritte e stampate e persino secondo la viva voce degli ultimi apprestiti di quegli eventi. Quantunque sfrondati nella nuova edizione di quella certa acredine che sempre accompagna ogni polemica, essi si risentono, ancora, alquanto della ragione della loro comparsa; e forse sono in parte oramai superati dalle ultime risultanze delle ricerche scientifiche. Ha,VÌà non può considerar' come Inopportuna la loro raccolta sia come af­fermazione di sentimenti e; latti encomiabili; sia come episodio della nostra sto­riografia; sia ancora per i particolari che recano a quella portentosa riscossa di popolo sulla quale non è detta ancora l'ultima parola.
Senza le imprese siciliane non sii sarebbe forse- lacilmente compiuta l'unità della Patria; ricordiamolo, ma ricordiamo altresì che senza l'organizzazione del regno di Sardegna né l'indipendenza né l'unità avrebbero potuto essere tentate come non avevano potuto.
Delle vicende del 1848 trattano gli articoli intitolati l'Italianità della rivo­luzione siciliana e il suo preteso separatismo; Spiriti repubblicani della rivolu­zione siciliana del 1848; Roma e Sicilia nel 1748-49. Si riferiscono invece al 1860 quegli altri che trattano de* moti insurrezionali dal 4 aprile al 27 maggio 1S60 che permisero lo sbarco di Garibaldi e la gloriosa campagna dei Mille; la presa di Palermo; la battaglia di Milazzo; e come la Sicilia fu annessa al Pie­monte. Altri scritti minori illustrano episodi, fra i quali rileviamo quello in cui l'Aut. precisa che Giuseppe Garibaldi ricevette la pianta di Palermo, che lo guidò alla presa della città, dalle mani di Michele Pojero recatosi al campo in­sieme con due ufficiali inglesi della Cumberland ,
E. C.
NiGOLETTi LUIGI, // carteggio del Comitato di emigrazione di Rimini (1859-60). Fabriano, tip. economica, 192ó. 8, pp. 1147.
Il Comitato dell'emigrazione in Rimini fu come il centro dell' organizzazione dei fuorusciti marchigiani, numerosssimi in quella città, allora, di confine, e dei comitati insurrezionali sparsi per le Marche alla vigilia dell'annessione.
Creato nel gennaio del 1860 per dirigere tutto il movimento patriotico in quella nobilissima regione, esso fu in gran parte l'anello di congiunzione fra quello di Bologna, gli agenti del Governo di Torino e le terre rimaste sotto il dominio pontificio:; e la diresse e preparò agli eventi che nell'anno stesso si verificarono. Anima ne fu Ascanio Ginevri Blasi, suo presidente, che ne con­servò scrupolosamente il carteggio, al quale uni quello del Comitato della So­cietà nazionale/ 0 enfi: Ara vicepresidente. In quella corrispondenza, della quale il dott. Nicoielti dà un sunto preciso, noi: possiamo seguire lo svolgimento di tutta l'azione dal 28 giugno 1859 al 12 dicembre 1860, vale a dire del periodo in coi avvengono l'invasione delle Marche, la battaglia di Castelfidardo, l'an­nessione alle vecchie provincia, e quindi di uno de' periodi più notevoli, e forse meno conosciuti nei particolari, della costituzione della nostra Unità. Vi ab-