Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; MUSEI
anno
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1927
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pagina
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743
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Recensioni
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bendano le notizie sù11*A;glebert, Canterani, Carnevali, Casarani, Colod, Comodini, Farini, Fattori, Ferretti, Fidani, Finali, Fiorenza, Fulvi, Marzetti, Orsi, Pirazzoli, sulle mosse del La Mori ci ère, sull'attività del principe don Rinaldo Simonetti da Osimo, del march. Tanari, ecc. ecc.-, e da esse noi ricostituiamo la parte avuta dai CweMgtBlI ; quella fase del nostro Risorgimento. Ciò è dovuto al merito, all'energia e: all'abnegazione del dott. Nicoletti, vicepresidente del Comitato marchigiano della nostra Società cui tributiamo una parola di sentita lode per il contributo prezioso recato agli studi colla sua
pubblicazione.
E. C.
LUCA BELTRAMI, Vicende del monumento a Napoleone 111 in Milano dal 1881 al 1926. Milano, 1927, 8 pp. 78 con ili.
Decretata l'erezione di un monumento a Napoleone III in riconoscenza della parte avuta dal vincitore di Magenta al nostro Risorgimento, l'opera squisita di Francesco: Barzaghi fu esposta nell'Esposizione nazionale tenutasi in Milano nel 1881 in attesa di trovare il punto della città ove collocarla. Senon-chè nel attempo era pure stata deliberata quella di- un monumento ai caduti di. Mentana per placare le ire della demagogia. Questa, guidata dal Romussi, dal Missori, dal Cavallotti, dal Moneta ecc. approfittò della debolezza del Sindaco Betinzagni per ottenere l'inaugurazione del monumento di Mentana prima che fossero vinti i tentennamenti municipali Circa la collocazione di quello all'imperatore dei Francesi; e, forte della vittoria ottenuta e del timore altrui, iniziò una azione invereconda per impedire che l'opera del Barzaghi depositata intanto nel cortile del palazzo' del Senato, ne fosse tirata fuori. I suoi soprusi sotto il sindacato di Gaetano Negri, che pure fu uno dei più benemeriti di Milano, isottg'' quello del Ponti, debotiàsimo, giunsero a tal punta da ritardare con atti vandalici l'inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele li e, più tardi, da offenderne pubblicamente l'effigie, non ostante le proteste e l'indignazione della parte migliore della cittadinanza. !Ci voleva l'abbattimento di quella tirannide per poter compiere il dovere di gratitudine decretato dall' Italia intera al grande artefice della sua rinascita.
E, questo avvenuto, il Monumento ha potuto) iiQ<YarQMo-.degno nel Parco,
non ove era stato fissato sul piazzale di fronte all'arco del Sempione, sotto cui
dopo Magenta il vincitore era passato entrando a Milano, ma nelle vicinanze.
Luca Beltrami, che fin dall'inizio coli'animo suo fervidamente riconoscente ed
entusiata aveva partecipato e, quasi diremmoj capitanata la lotta, ultimo forse
di quei combattenti, si ferma ora a considerare le vicende trascorse; e dalla sua
narrazione, pure involila in un senso di profonda mestizia per la debolezza
umana, si sprigiona come là soddisfazione della vittoria giustamente ottenuta
da una nobile causa.
E. C.