Rassegna storica del Risorgimento

FORESTI ELEUTERIO FELICE ; PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1928>   pagina <2>
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(Hown/tà Maiali
sione e indipendenza, Gasa Savoia, <s VlHorio Bmaimele, e tale-che oggi appena ne possiamo cogliere tutta la importanza e la grandezza.
Disgregandosi il molteplice mazzinianismo, Punico partito, cui sorridesse l'avvenire fin dal 1S54, fn il monarcMco costituzionale rivolto al Piemonte e a casa di Savoia.
Ad esso aderirono l'uno dopo l'altro, come a proprio centro, quanti costituzionali in Italia disperavano ormai elle per ì rispettivi paesi potesse spuntare altrimenti alba di liberta: e di indipendenza. Negli emigrati più autorevoli andava* crescendo la persuasione che, caduto Mazzini, nessuno restasse pei' tenere unito e vivo, il partito* pubblicano. Daniele Manin, il più illustre è glorioso degli esuli, che già innanzi si era alienai dal Mazzini e dai repubnMcaa; inÉk'S-sìbili e studiava un mezzo di riunire i consensi alla grande impresa nazionale, scriveva, per eccitamento del Pallavicino e di altri auto­revoli lombardo-veneti rifugiati in Pieni ojafe nina léffeera , marzo-185-1) nella quale affermava essere i patriotti unanimi nel volere indi­pendenza completa di tutto il territorio; italiano e vmwm di tutte le parti d'Italia in un solo corpo politico. 1 dissensi eiie suddividevano i patriotti in repubblicani, realisti,, unitari, federalisti essere que­stioni secondarie, sulle quali si farebbero tutte le concessioni . transazioni, che le circostanze esigerebbero.
Dalla-' lettera del Manin datò la leale conversione di molti re­pubblicani e il sorgere di quel grande partito italiano, pei* il quale l'unita, effettiva era piuttosto una coUSegueùza' che: nna premessa,", eie parve dovesse assorbire e fo:fdLfé i se tutti gli altri.
H successo della guerra di Crimea e *uÉfco: <pel conipless:: li j legislazione arditissima che da ara ni si apiii*vya nel Piemonte, veni­vano a porre questo in una posinone pireiiiiuentei éa quel porzione d'avanguarclia, di primo bata.r e palladio d'Italie icona l'avevano sognato eminenti patriotti* quali: tàesaita Balbo, Vincenzo Gioberti eri
altri. W
jBd era ormai riconosciuta 'opportunità che pellai Certa egemo­ni che già si disegnava e: appariva sempre più cuiara,, :fcen:itasse tìn fatto concreto con una direzione e iltecijpina 'volte MM sicurezza verso il Piemonte. "
Il Manin, il 6 gennaio 1850, sempre otto;eceìtS6staen1to l'i" fer­odo del Pallavicino, scriveva: Il Piemonte sima grande forza. ;tÉÈ violiate. Molti se ne rallegrano (JOme 41 itp bene, alibi lo deplorano come un male ; nessuno può negare che: fa un fa-feto. Ora t- fatti non possono dall'uomo politico esser. nwJ rètti;: deve constatarli < fi*aM